Scarpe infangate, tablet e gps. La camminata scozzese di un poeta trovatore

Simon Armitage ha percorso la Pennise Way leggendo le sue poesie nei pub e nelle piazze. Conquistando lo stupore del pubblico e raccogliendo tutte le emozioni nel suo diario di bordo, “Walking Home”.

Scarpe infangate, impermeabile lungo fino alle ginocchia. Zaino leggero e una sottile cannuccia che esce dalla cerniera e raggiunge le labbra di Simon Armitage. Così, il cinquantenne poeta scozzese non deve nemmeno allungare il braccio per prendere la borraccia. È questa la tenuta “sportiva” del moderno trovatore. Armitage due anni fa ha deciso di tornare alle origini. E con il gps del suo tablet ha ripercorso la Pennine Way, un cammino di 429 chilometri che unisce Edale, nel Yorkshire, a Kirk Yetholm, nel nord delle Highlands. E adesso ha pubblicato il memoriale del suo viaggio, Walking Home, per le edizioni Faber.

Walking Home, ritorno a casa. «Ho preso la via al contrario – ha detto in un’intervista alla Bbc – in modo che il punto d’arrivo coincidesse con il paese dove sono nato, Marsden», che dista pochi chilometri da Edale. «Così prendo la strada in discesa – scherza il poeta – e viaggio controcorrente, come tutti i poeti rivoluzionari». Il progetto di viaggiare per la Pennine Way non lo ha mai abbandonato sin da quando, bambino, vide i primi pellegrini raggiungere il proprio villaggio. La Pennise Way fu istituita nel 1935 da un giornalista scozzese amante delle escursioni, Tom Stephenson, ispirato da una simile tratta che, negli Stati Uniti, si snoda per i monti Appalachi.

Armitage, dopo il primo libro Zoom!, uscito nel 1989 e da allora mai dimenticato nella memoria dei lettori dell’isola, nel giugno del 2010 si è messo in marcia. Da solo, ma accompagnato via via da amici che, colpiti dalla sua prova, hanno camminato con lui lungo le verdi colline della Scozia. «Non è stato un motivo particolare a spingermi – ha dichiarato l’autore alla vigilia della pubblicazione di Walking Home – se non quello di testare la capacità di presa della poesia nel popolo». Ogni sera, arrivato in una città, organizzava reading: «Alcuni lettori, venuti a conoscenza del mio arrivo, mi preparavano un palchetto, un piatto di minestra e un letto pulito» – e faceva passare tra il pubblico il calzino della questua. «In due settimane ho portato a casa più di tremila sterline». Esentasse.

«E allora penso che quel groppo in gola / e quel sentire come una piccola cascata / dentro di noi siano tutti e due parte / di quel senso di qualcosa d’altro. Quel sentimento, dico…». È recitando poesie come questa che Simon Armitage è riuscito a dimostrare al mondo che la poesia è ancora capace di suscitare stupore nell’animo umano. «C’era gente ad aspettarmi – dichiara il poeta – e questo riempie il mio cuore più di qualsiasi successo».