Scandalo Lega. «Lo scossone non sarà alle amministrative. Ma dopo»

Dopo il terremoto causato dalle dimissioni di Umberto Bossi, nella Lega Nord è il caos. Per Antonio Noto, sondaggista di Ipr marketing, è difficile che il partito ne risenta nell’immediato. Più oscuro, invece, il futuro. «Borghezio raccoglie il 5 per cento dei consensi. Salvini il 15. Maroni stacca Bossi di venti punti percentuali».

«Non so ancora se ricandidarmi. Non abbiamo deciso ancora, quando faremo il congresso, allora ve lo dirò». Così uno stanchissimo Umberto Bossi, il giorno dopo la presentazione di dimissioni al consiglio federale leghista. Che accadrà? Il Carroccio rischia l’emorragia di voti? I voti in fuga andranno ad altri partiti? Il piatto è ghiotto: i consensi, attualmente, vengono stimati attorno al 9 per cento.

Per Antonio Noto, direttore dell’istituto Ipr Marketing, tutto dipende dalle scelte politiche che adotterà il triumvirato che guiderà la Lega fino al congresso: Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago. 
«In questi casi – dice Noto a tempi.it – non c’è mai un rapporto diretto causa-effetto. La pubblica opinione si forma un giudizio sull’accaduto in tempi lunghi». Difficile, al momento, quantificare quanti voti andranno persi. È semplice, viceversa, constatare una fase di palese debolezza: «Nel caos, non si riescono ad aggregare nuovi elettori». È chiaro che si tratta di una fase passeggera («a prevalere, sarà uno dei tre») e che i conti veri si faranno dopo il congresso di ottobre. Anche prima. «Sostituiti i vertici, come cambierà la linea politica? A chi si rivolgerà la Lega? Al centrodestra, in un’ottica di riunificazione, o piuttosto rimarrà un partito completamente autonomo, come voleva Bossi? Dipende da quale linea prevarrà». 

E le vari correnti? Quante sono, e quale potrebbe prevalere? «Qualche mese fa erano quattro, legate a vari personaggi: Bossi, Maroni, Matteo Salvini e Mario Borghezio. Quest’ultimo, che rappresenta l’area più oltranzista, raccoglie il 5 per cento dei consensi. Salvini, che rappresenta una sorta di ponte tra bossiani e maroniani, come mediatore ottiene un 15. Maroni stacca Bossi di venti punti percentuali». 

Noto definisce l’elettorato leghista «tifoso», affezionato al suo leader carismatico. E ritiene poco probabile che, sul breve periodo (le amministrative), ci siano particolari sorprese: «La delusione nei confronti di alcuni personaggi non genera il voto “di dispetto”. Certo, sarà un test importante: è probabile che, nonostante tutto, nel Nord la Lega otterrà un buon risultato. Il rapporto col territorio è il suo punto di forza. Il vero problema, per il partito, è il futuro». 
@SirianniChiara