Sandy: le vittime arrivano a 50. Il Papa: «Prego per loro»

Durante l’udienza di oggi, Benedetto XVI ha ricordato le vittime statunitensi colpite dall’uragano. Intanto cresce il numero dei morti: 50, di cui 18 nella sola New York.

«Consapevole della devastazione causata dall’uragano che ha recentemente colpito la Costa Est degli Stati Uniti d’America, offro le mie preghiere per le vittime ed esprimo la mia solidarietà verso tutti coloro sono impegnati nell’opera di ricostruzione». Anche Benedetto XVI ha voluto esprimere la sua vicinanza con la preghiera alle città statunitensi colpite dall’uragano Sandy, abbattutosi sulla East Coast degli Usa oramai due giorni fa. Il numero dei morti cresce: 50 fino ad adesso sono le persone decedute, 18 nella sola New York. La “Grande Mela” è una città devastata nel suo cuore: un tappeto di fango e sabbia ricopre alcuni quartieri storici come Queens e Manhattan, negozi e case sono sventrati, il vento si è portato con sé qualsiasi tipo di tettoia. La città è rimasta senza luce ed elettricità. Si prova a fatica a tornare alla normalità, seppur il primo appuntamento ufficiale in programma, ossia la grande sfilata di Halloween che doveva tenersi oggi, chiaramente è stata annullata. Sarà parzialmente riaperto in giornata invece uno degli scali aeroportuali della città, il Kennedy International.

OBAMA IN NEW JERSEY. Lontano dalla “Grande Mela” la situazione non appare diversa: sono 8 milioni le abitazioni e gli uffici statunitensi rimasti senza elettricità. L’uragano ha ormai perso forza e intensità, ma le città colpite rimangono nel caos. Proprio per questo Barack Obama ha chiesto di dare “massima priorità” alla ristabilizzazione della luce elettrica, primo passo verso la normalizzazione della situazione. Il Presidente ha annullato ieri i suoi appuntamenti elettorali, e oggi ricomincerà la sua campagna (le elezioni presidenziali saranno settimana prossima) dal New Jersey, uno tra gli stati più colpiti dal ciclone (sebbene qui sia già dato per vincente). «Ho parlato con il presidente – ha detto il sindaco di New York Michael Bloomberg – sulla possibilità di una sua visita qui. Ci farebbe piacere, ma abbiamo molte cose da fare: non voglio mancargli di rispetto, ha un sacco di cose da fare e sono lusingato dalla sua disponibilità, ma penso che quello che debba fare è andare in New Jersey e rappresentare la nazione».