Rassegna ragionata dal web su: l'irrituale ma giusto coinvolgimento del Cnel, i peronisti del M5s e i consigli di Sacconi
Renato Brunetta e Giorgia Meloni, 21 marzo 2013 (Ansa)
Renato Brunetta e Giorgia Meloni, 21 marzo 2013 (Ansa)
Sul Sussidiario Antonio Fanna scrive: «La strategia della Meloni è stata quella di mostrarsi aperta al confronto e di istituzionalizzare il problema. In assenza di una proposta propria, il Governo si è dato due mesi di tempo, cioè fino alla legge di bilancio, coinvolgendo il Cnel presieduto da Renato Brunetta, organo di rilievo costituzionale che ha il compito di esprimere pareri e promuovere iniziative legislative in materia economico-sociale. È un modo per guadagnare tempo ma anche per incardinare la discussione su una materia così ingarbugliata in un luogo istituzionale, dotato di una specifica competenza assegnatagli dalla Costituzione stessa, con la prospettiva di arrivare a un’ipotesi di riforma che coinvolga non solo l’opposizione, ma anche sindacati e datori di lavoro».
La mossa di Giorgia Meloni di aprire un tavolo con Pd, 5 stelle e Carlo Calenda sul “salario minimo” è intelligente anche se un po’ irrituale. Il confronto...
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