Il cardinale iracheno e patriarca caldeo commenta a Tempi il primo viaggio apostolico di Leone XIV: «Il suo messaggio vale per tutti, dalla Palestina all'Ucraina: basta guerre. Bisogna costruire la pace con la diplomazia, non con le armi»
Papa Leone XIV celebra la Messa conclusiva del suo primo viaggio apostolico davanti al porto di Beirut, in Libano (foto Ansa)
«Libano, rialzati! Sii casa di giustizia e di fraternità! Sii profezia di pace per tutto il Levante!». L'appello che papa Leone XIV ha lanciato ieri al termine dell'omelia, durante la Messa finale della sua visita in Turchia e Libano davanti al porto di Beirut sconvolto dalle esplosioni del 2020, è quello che meglio rappresenta lo scopo e il contenuto del suo primo viaggio apostolico. «Queste parole sono un progetto che non riguarda solo il Libano, ma anche Iraq, Siria, Palestina, Ucraina: tutti», dichiara a Tempi il cardinale Louis Raphael I Sako, patriarca di Babilonia dei caldei, volato da Baghdad a Beirut per seguire da vicino Leone XIV.
Eminenza, qual è il messaggio principale veicolato da Leone XIV con il suo viaggio in Turchia e Libano?
Il Papa è venuto in Medio Oriente per dire qualcosa di estremamente semplice: basta guerre, basta sangue, è giunto il momento di lavorare per costruire la pace.
Negli ultimi vent'anni il Libano, come anche il suo Iraq, non ha conosciuto che guerr...
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