Ronza: «Ridurre la spesa pubblica? Basta attuare il federalismo fiscale»

Il giornalista Robi Ronza spiega a Tempi.it perché Monti non può permettersi di lasciar cadere nel nulla il federalismo fiscale: «L’unico modo per arrivare alla riduzione della spesa pubblica, democraticamente e in un orizzonte condiviso, è avanzare con decisione sulla via del federalismo fiscale»

Fra le tante risposte che il Governo Monti deve alla richieste di riforme economiche arrivate da Unione Europea e Banca Centrale Europea, la riforma che più ha impegnato, anche a livello mediatico, la politica italiana nell’ultimo anno, cioè la riforma federalista del territorio, compreso il federalismo fiscale, rischia di fermarsi. L’allarme, oltre che dalla Lega Nord, è arrivato anche dal prof. Luca Antonini, in qualità di presidente della Commissione parlamentare per l’attuazione dei decreti federalisti. «Ha ragione il prof. Antonini, il rischio è reale, anche se di questo governo non conosciamo il programma dettagliato» risponde a Radio Tempi il giornalista esperto di “federalismo spinto” Robi Ronza. «Il segnale preoccupante è l’istituzione del Ministero della Coesione Nazionale, che va a rilevare gli uffici dei precedenti ministri, senza portafoglio, del Rapporto con le Regioni e per l’attuazione del Federalismo. Questa nuova denominazione induce a sani sospetti, perché sotto il cappello della Coesione si sono sempre mobilitate spinte neo-centraliste».

Che cosa pensa del federalismo in salsa Pdl-Lega?
E’ un federalismo già estremamente cauto, attento a ridurre al minimo gli attriti degli interessi della burocrazia centrale, che è stato ulteriormente rallentato dai decreti attuativi.

Come accennavamo, il prof. Antonini chiede di non bloccare «il cuore di tutto l’impianto, che è il superamento del demenziale principio della spesa storica: più spendi, più prendi, e se fai un buco lo Stato lo ripiana».
Certamente il passaggio dalla spesa storica alla spesa standard sarebbe un grande passo avanti: se non fanno neanche quello, ritorneremmo ai nastri di partenza. Pochi sono i decreti veramente in dirittura d’arrivo: quello su Roma Capitale, una riforma federalista che parte dal centro è quasi un ossimoro, e altri di scarso interesse.

Leggendo i nomi dei ministri, che idea si è fatto di questo governo?
La filosofia politica degli uomini chiave di questo governo è di tipo centralista, non certo autonomista. Vorrei anche sottolineare che la richiesta di autonomia fiscale non è solo una mania della Lega Nord, ritengo sia un argomento che debba ricevere attenzione da parte di chiunque. L’unico modo per arrivare alla riduzione della spesa pubblica, democraticamente e in un orizzonte condiviso, è avanzare con decisione sulla via del federalismo fiscale, arrivare alla sovranità fiscale del territorio e quindi puntare alla responsabilità fiscale reciproca tra amministrati e amministratori. Quindi, se il governo Monti spera di produrre un sistema equo di tassazione, puntando sulla fiscalità centrale, si sbaglia di grosso. Non è mai accaduto finora e non accadrà in avvenire.