Roma, stangata sui rifiuti alle non statali. Ma Marino lo sa che «anche le scuole paritarie sono fatte di famiglie»?

Intervista a Emma Ciccarelli, presidente Forum Famiglie Lazio, che ha chiesto un incontro col sindaco Marino per scongiurare il ricorso al Tar: nessuna risposta

scuola-alunni-shutterstock-78859288«Abbiamo mandato la nostra richiesta per aprire un tavolo di trattative con il sindaco Ignazio Marino, ma per il momento non abbiamo ottenuto risposta. Non perdiamo la speranza», dice Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle Famiglie del Lazio. Come abbiamo scritto nei giorni scorsi (vedi questo articolo), la giunta capitolina ha deciso per salvare il proprio bilancio di depennare per l’anno 2014 lo sconto sulla tassa rifiuti previsto per le scuole, ma lo scherzetto riguarda solo gli istituti non statali, ragion per cui a gennaio le strutture paritarie – comunali comprese – si sono viste recapitare bollette con tariffe aumentate fino al 600 per cento. Sono batoste da 20 mila e rotti euro contro i 3 mila del passato, come lamenta per esempio l’Istituto Santa Dorotea (qui la denuncia dell’economa suor Alberta Camatta). E se non ci sarà possibilità di dialogo con le istituzioni, continua Emma Ciccarelli, non resterà che ricorrere al Tar: «Noi non ci auguriamo certo di finire in tribunale, vogliamo sperare che si possa arrivare a una decisione diversa. Questo modo di punire sempre le scuole paritarie finisce solo per far male alle famiglie».

NON SOLO RIFIUTI. A Roma non ci sono solo scuole paritarie cattoliche, ma di tutti i tipi, e se le famiglie della capitale godono di un’ampia libertà di scelta educativa non è certo grazie agli esigui contributi pubblici. «Le scuole paritarie fanno i salti mortali per far quadrare il loro bilancio ogni anno – protesta il presidente del Forum delle Famiglie Lazio – ci mancava solo questa stangata». La decisione della giunta Marino, secondo Ciccarelli, è «un’ultima discriminazione della quale non si sentiva la necessità. Per colpa di questa tassazione sconsiderata sui rifiuti, diverse scuole paritarie saranno costrette a chiudere. E una scuola che non è fatta solo di pareti, ma di famiglie, quelle che hanno iscritto lì i propri figli, o quelle che nella scuola sono impiegate e lavorano».

LA LIBERTÀ NEGATA. Parte del problema, insiste Ciccarelli, è che quando si parla di “paritarie” ci si immagina sempre scuole private costosissime: «Niente di più sbagliato. Certo, esistono scuole paritarie di super eccellenza con rette annue elevate, ma anche scuole molto più abbordabili e accessibili dalle fasce medie delle famiglie. Tra l’altro, all’interno di tutte le scuole paritarie vengono effettuate riduzioni di rette notevoli, addirittura ad alcune famiglie viene scontata tutta la retta, quando la situazione economica è particolarmente difficile. Questo non viene nemmeno pubblicizzato, infatti molti non lo sanno neanche. Lo stesso mondo delle scuole paritarie si impegna al massimo per offrire a tutti la libertà di scelta educativa, quella libertà che invece le istituzioni a quanto pare non si fanno problemi a cancellare».
Perfino la tanto invocata Europa in più occasioni ha sgridato l’Italia per il mancato rispetto della parità scolastica: «Speriamo che l’Unione Europea rediga un nuovo monito sull’importanza della libertà di educazione», aggiunge il presidente del Forum delle Famiglie del Lazio. «In una democrazia ci deve essere pluralismo scolastico, che va a braccetto con l’emancipazione dello Stato stesso. Pensiamo ai fatti parigini di quest’ultimo periodo, alla discesa in piazza per difendere un giornale e con esso la libertà di espressione. Si lotta per questo e poi si affogano le scuole paritarie».

Foto scuola da Shutterstock