«Legittima difesa? Non si cambia la legge per il caso Roggero»
«La grazia andrebbe concessa a Mauro Moretti, condannato con una sentenza ingiusta. Per Mario Roggero il discorso è diverso, ma stiamo provando ad affrontarlo». Sono parole di Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, raggiunta da Tempi per una breve conversazione attorno alla vicenda del gioielliere incarcerato dopo una sentenza di condanna a 14 anni per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo.
Onorevole, che idea s’è fatta di questa incredibile storia di Roggero?
Roggero si è macchiato di reati gravissimi per i quali occorre naturalmente dimostrare pentimento. Reati gravissimi per i quali è stato condannato. Dopodiché, la grazia è prerogativa del presidente della Repubblica e non è un quarto grado di giudizio.
Su questo siamo d’accordo.
È un atto di clemenza verso un uomo che ha sbagliato ma non è un delinquente abituale e che, vista l’età avanzata, rischia di morire in carcere. La pena è sembrata a tutti noi eccessiva. Sappiamo che la giustizia per essere giusta non può non accompagnarsi al senso di umanità.
La preferenza è una cosa seria.
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È questa la cornice entro la quale è possibile muoversi politicamente?
Il dato di principio è questo, sì. Dopodiché penso che la grazia la meriti Mauro Moretti, il quale, al contrario, è stato condannato con una sentenza ingiusta che non lo vede responsabile, perché la responsabilità penale per la nostra Costituzione è personale, principio sacrosanto, irrinunciabile. Non può essere stato condannato sulla falsariga del “non poteva non sapere”.
Tornando al caso Roggero, si è poi riaperta la questione della legittima difesa.
Le buone leggi non si fanno sull’onda emotiva scatenata dal caso di cronaca del giorno. La legittima difesa per me, per Forza Italia, va bene così com’è, perché se noi aprissimo o, meglio, venissimo meno al principio della proporzionalità rischiamo il far-west. Faccio io a lei una domanda provocatoria.
Dica pure.
Lei può immaginare che cosa sarebbe successo se le pallottole di Roggero avessero raggiunto un passante?
Posso immaginare, certo. Ma la politica a questo punto che cosa può fare?
Abbiamo presentato un emendamento che sarà in questi giorni in discussione in Aula sul fatto che chi commette reati gravi non può né deve essere risarcito dalla sua vittima. Non si può risarcire chi si macchia di gravi reati.
È fiduciosa nell’approvazione dell’emendamento?
Assolutamente, verrà approvato dalla maggioranza.
È un dato politico acquisito o ci sono difficoltà di varia natura?
Sì, era già un emendamento presente nel Dl Giustizia che è stato approvato dal Consiglio dei ministri, ma questo era pure un disegno di legge di Forza Italia di qualche anno fa a firma Costa.
Sembra di capire che, dal suo punto di vista, quello di Roggero sia stato uno di quei casi in cui un tribunale ha esercitato la funzione in maniera equilibrata, tenuto conto anche della gravità tecnica dei fatti e delle circostanze. È così?
Sono sentenze commisurate a reati gravi, anzi gravissimi. È pur vero che la giustizia deve sempre calibrarsi con il senso di umanità, quindi una pena che condanna un uomo, che non è un delinquente abituale, all’ergastolo, non è propriamente “umana”. Ecco perché abbiamo firmato come Forza Italia l’appello alla grazia.
Lei esclude l’ipotesi di candidatura di Roggero di cui pure s’è letto e parlato?
Non è un’ipotesi nostra. Non può neanche esserlo sotto il profilo tecnico.
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1 commento
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È per me evidente che il gioielliere abbia quanto meno esagerato e che la legittima difesa non sia strettamente applicabile. È anche vero che 14 anni e soprattutto il risarcimento sono una presa per i fondelli, che confermano ancora una volta la deriva ideologica dei magistrati sempre pronti a giustificare e comprendere i delinquenti soprattutto se abbronzati come ebbe a dire una volta il grande Silvio. Dare la possibilità ad un privato cittadino di difendere sé stesso, amici, familiari e PROPRIETÀ non significa fare il Far West.