Il Paese dei Normali

L’uomo che non riusciva a dire addio

Di Fabio Cavallari
19 Luglio 2026
Nel Paese dei Normali molti pensano che il contrario della morte sia la vita. Non è vero. Il contrario della morte sono gli impegni del mese prossimo
Foto Depositphotos

Nel Paese dei Normali c’è un uomo che continua a fare progetti per non salutare l’amico che sta morendo. Va a trovarlo a casa. Si siede accanto al letto vicino alla finestra e parla. Non della malattia. Del giornale che stanno per fondare. Degli sponsor già trovati. Della tipografia. Dei collaboratori. Del primo numero. Parla del futuro come un muratore che cerca di tappare una crepa con le mani.

L’amico ascolta. Ogni tanto sorride. Non perché creda a quei progetti più di quanto ci creda chi li racconta. Sorride perché riconosce la paura. Gli uomini si riconoscono soprattutto nelle cose che non confessano.

L’uomo continua. Un articolo da scrivere. Una riunione da organizzare. Un incontro da fissare. Le parole si accumulano nella stanza come sedie preparate per una festa che non si farà. Da fuori sembra speranza. Da vicino è resistenza.

A un certo punto l’amico lo ferma. Gli dice che quei progetti non servono a lui. Servono a chi li racconta. Lo dice piano. Senza rabbia. Come si dice una cosa che non ha più bisogno di essere discussa.

Le cose da organizzare

Nel Paese dei Normali molti pensano che il contrario della morte sia la vita. Non è vero. Il contrario della morte sono gli impegni del mese prossimo. Le telefonate da fare. Le cose ancora da organizzare. Le agende piene. I progetti. Tutto ciò che permette di non guardare troppo a lungo una fine.

Quando esce sul balcone per fumare una sigaretta, l’uomo capisce improvvisamente che il giornale si farà davvero. Gli sponsor ci sono. La tipografia pure. I collaboratori anche. Tutto è reale. Tranne la ragione per cui ne sta parlando. E infatti non trattiene le lacrime.

Poi rientra nella stanza e l’amico, per la prima volta in vita sua, gli chiede una sigaretta.

E per qualche secondo nessuno dei due prova più a salvare l’altro.

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