Rimini intitola una rotonda a don Giussani per la sua «grandezza»: «Era un dovere non rinviabile»

La cerimonia di stamattina, in concomitanza con l’apertura della XXXV edizione del Meeting, è stata voluta da cinque ex sindaci di sinistra di Rimini

rimini-rotonda-giussani-cl1Il Comune di Rimini ha intitolato oggi, dopo un percorso un po’ travagliato, la rotonda davanti all’ex Fiera a don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. La cerimonia, cominciata alle 9 di mattina, si è tenuta in concomitanza con l’apertura della XXXV edizione del Meeting. «Ricordare don Giussani anche solo con un piccolo gesto», ha dichiarato Giuseppe Chicchi, uno dei cinque ex sindaci di sinistra di Rimini ad avere promosso l’iniziativa, «era un dovere non rinviabile per una città libera, laica e colta come Rimini intende essere».

rimini-rotonda-giussani-cl2«LA GRANDEZZA DI GIUSSANI». L’assessore ai Servizi generali Irina Imola, che ha scoperto la targa, ha ricordato «la grandezza di don Giussani quale “seme e acqua” di quel germoglio chiamato Meeting per l’Amicizia tra i popoli, cresciuto a pianta rigogliosa e forte». Elogiando la manifestazione culturale e negando «l’ostracismo» delle istituzioni, ha affermato che «il Meeting ha una strettissima relazione ricambiata con la città perché il Meeting ha senso, sono sicura, proprio perché è a Rimini e solo a Rimini».

meeting-rimini-2014I SINDACI ROSSI. La targa, benedetta dal vescovo Lambiasi, è stata scoperta, oltre che dall’assessore, anche dai cinque ex sindaci promotori: Zeno Zaffagnini, Massimo Conti, Marco Moretti, Giuseppe Chicchi e Alberto Ravaioli. Per il movimento di Cl era presente Andrea Simoncini, del Consiglio di presidenza. Chicchi, in particolare, aveva affermato in precedenza: «Non ho conosciuto don Giussani. Ho ascoltato però la sua voce attraverso amici, talvolta avversari politici, che, pur conoscendo la mia laicità, non di rado mi fornivano informazioni e testi scritti del loro padre spirituale. Ho conosciuto il Meeting, le sue molte opere e ciò che hanno significato per la nostra città: ribalta internazionale, ospiti straordinari, movimento di giovani, confronto culturale».