Riguadagnarsi l’energia

Eni si lancia nella lotta al “climate change” con un maxi piano basato sulle fonti rinnovabili. E uno stand formativo al Meeting

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Eni è pronta a raccogliere la sfida lanciata dagli accordi sottoscritti alla Conferenza di Parigi (Cop21) il 12 dicembre 2015, con i quali 197 paesi hanno inteso assumersi l’impegno di contrastare il riscaldamento climatico. Lo ha chiarito Claudio Descalzi nel corso del forum organizzato il 21 luglio scorso dal Sole 24 Ore, durante il quale l’amministratore delegato di Eni ha annunciato che l’obiettivo della società è diventare leader mondiale della “chimica verde”. Si tratta di un traguardo da raggiungere nel medio periodo, ma sin dai prossimi mesi Eni è pronta a mettere in campo importanti investimenti sul fronte delle energie rinnovabili, con l’attivazione di impianti dotati di soluzioni tecnologiche particolarmente innovative.

Solo nel nostro paese, attraverso il piano denominato “Progetto Italia”, Eni investirà, nei prossimi cinque anni, 230 milioni di euro per arrivare a installare 220 megawatt da fonti rinnovabili entro il 2022. In una prima fase saranno attivati 5 siti (Assemini, Porto Torres, Priolo, Monte Sant’Angelo e Augusta) per una capacità produttiva di 85 megawatt; seguiranno poi altri 10 siti per raggiungere la quota prevista. I lavori con i vari governi regionali per ottenere le relative autorizzazioni sono già ampiamente avviati. Il “pacchetto rinnovabili” programmato da Eni prevede il ricorso soprattutto al fotovoltaico, accompagnato in misura minore da eolico, biomasse e solare a concentrazione. Lo sforzo “verde” della multinazionale non si limiterà, tuttavia, all’Italia: altri 320 milioni di euro saranno investiti all’estero, nei paesi in cui Eni è presente. La serietà dell’impegno ecosostenibile è certificato dalla decisione di creare, sin dal 2015, una Direzione Energy Solutions posta alle dirette dipendenze dell’ad, con il preciso compito di affiancare e integrare le fonti energetiche tradizionali con la produzione di energia da “rinnovabili”, attraverso progetti redditizi su scala industriale.

Soluzioni, non ideologia
Com’è noto l’obiettivo di Cop21 è soprattutto ridurre le emissioni di CO2 nell’aria, per limitare l’innalzamento della temperatura del pianeta entro i 2 gradi centigradi. Per far questo, secondo i principali studi sul climate change, è necessario avviare un processo di de-carbonizzazione del mercato e premere l’acceleratore sulla “transizione energetica”, parzialmente già in atto, che porti, innanzitutto, all’abbandono definitivo del carbone come fonte di energia e, successivamente, alla sostituzione degli idrocarburi con fonti alternative. Più facile a dirsi che a farsi: una società e un’economia low carbon finanziariamente sostenibili richiedono, a meno che non si voglia rinunciare alla tecnologia contemporanea, tempi molto lunghi. Il desiderio di preservare il pianeta e ridurre il tasso di inquinamento richiede soluzioni articolate e progressive, che un approccio ideologico alla questione rischia di compromettere. Mentre proseguono la ricerca e lo sviluppo di tecnologie rinnovabili, per Eni il gas naturale rappresenta la migliore soluzione perché è la fonte fossile a più bassa emissione di anidride carbonica in rapporto alla resa energetica.

Il proprio impegno nella lotta al cambiamento climatico Eni lo racconterà al prossimo Meeting di Rimini, che si terrà dal 20 al 26 agosto e avrà come tema “Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Lo spazio Eni sarà un luogo di formazione e informazione per grandi e bambini. A partire dai video con i quali lo speaker radiofonico Federico Taddia reinterpreta a suo modo alcuni articoli presenti sul blog Eniday: da “E luce fu!”, sull’accesso all’energia per il campo di Dabaab, a “Un ponte chiamato gas”, sull’importanza del gas per un futuro low carbon; da “Catturare il sole”, dedicato alle tecnologie solari applicate all’edilizia, a “Come natura crea”, per trasformare i rifiuti organici in biocarburanti, direttamente dal Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente.

Particolarmente interessante sarà ricevere aggiornamenti su alcune delle principali innovazioni in via di sperimentazione sul fronte dell’energia solare: la priorità, in questo ambito, è trovare soluzioni alternative al silicio, che rende i pannelli poco maneggevoli e difficili da smaltire. Una prima ipotesi è rappresentata dagli Organic PhotoVoltaics (Opv), leggeri e flessibili. Un’altra, sulla quale si concentrano da anni sempre gli scienziati del Centro Ricerche Eni, sono i Concentratori Solari Luminescenti (Lsc), grazie ai quali potremo un giorno costruire finestre con vetri colorati e trasparenti in grado di produrre energia dal Sole.

Allo stand Eni ci sarà anche uno spazio dedicato ai più piccoli. Mentre gli adulti, infatti, potranno discutere con gli esperti di Eni, o ascoltare le interviste rilasciate alla redazione di Eniday dai più illustri personaggi presenti al Meeting, i ragazzi potranno divertirsi a costruire una pipeline intelligente, individuare le coppie opposte sul tema dell’energia, cimentarsi nella costruzione di una casa completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, utilizzando dei veri pannelli solari, e scoprire cosa si nasconde dietro la raccolta differenziata dei rifiuti… attraverso una grande pista di biglie.

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