Riccardi su indulto e amnistia: «Insopportabile la situazione delle carceri»

Il ministro della Cooperazione questa mattina a Rtl: «Mi chiedo perché dobbiamo sempre lasciare al presidente della Repubblica la responsabilità di dover fare questi interventi, e non siamo noi stessi a proporli».

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«Bisogna avere il coraggio di compiere alcuni gesti per uscire dalla durissima situazione delle carceri italiane, una situazione insopportabile». Lo ha detto questa mattina ai microfoni di Rtl, il ministro della cooperazione Andrea Riccardi. «Mi chiedo perché dobbiamo sempre lasciare al presidente della Repubblica la responsabilità di dover fare questi interventi, e non siamo noi stessi a proporli».

Segnalando la dichiarazione sul sito Notizie radicali, Michele Minorita ricorda che, dopo Napolitano e i costituzionalisti mobilitati dal professore Andrea Pugiotto, si stanno muovendo anche gli avvocati: «Al loro congresso a Trieste hanno votato una mozione nella quale denunciano l’inerzia di Governo e Parlamento e si dicono pronti allo sciopero: “Nelle carceri, a causa dell’impressionante sovraffollamento, 21.285 detenuti in più rispetto ai 45.688 posti disponibili, non solo non si garantisce il principio costituzionale del fine rieducativo della pena, ma nemmeno il diritto alla salute, visto che non sono assicurate le più elementari norme igieniche e sanitarie”».

«La situazione – ricorda Notizie radicali – è ben oltre il limite di guardia: si registra un decesso ogni due giorni, un suicidio ogni cinque; una situazione che i sindacati di polizia penitenziaria definiscono, testualmente, strage di stato: in queste ore altri due detenuti sono morti, una a Torino, si è impiccata; l’altro ad Avellino vittima di un malore. Dall’inizio dell’anno sono oltre 140 i detenuti morti, una cinquantina i suicidi. E anche tra gli agenti di polizia penitenziaria: in sei quest’anno si sono tolti la vita».

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