«Rhouuuu»: i simpatici “piccioni” francesi che fanno venire la pelle d’oca al tassatore Hollande

Les Pigeons, i piccioni, sono un gruppo di imprenditori francesi che si sono riuniti contro le imposte di Hollande: «Ci tratta come polli, annienta lo spirito di impresa. La Francia corre un grande rischio».

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Loro sono les pigeons e sono «la conseguenza della politica antieconomica del governo [francese] che ha deciso di trattare come “piccioni” migliaia di imprenditori di questo paese e di annientare lo spirito di impresa. Ma questo farà correre alla Francia un grande rischio». I pigeons, modo di dire traducibile con “polli”, ingenui, sono un movimento di piccoli imprenditori nato in forma spontanea su Facebook, in Francia, il 29 settembre scorso.

CONTRO LE TASSE. Il gruppo, che ha raggiunto in pochi giorni 45 mila partecipanti, è nato in protesta alle nuove pesanti misure di austerity messe in campo dal presidente socialista Francois Hollande. A farli arrabbiare non è la supertassa del 75% dei redditi superiori al milione di euro, che già ha fatto infuriare i più grandi e ricchi imprenditori francesi, ma quella in base alla quale le plusvalenze delle società verranno tassate non più al 19 per cento, ma al 40, con la possibilità di arrivare fino al 60 per cento.

I GIORNALI ACCUSANO. I giornali francesi li hanno accusati di essere «ridicoli, disorganizzati, ingaggiati dall’Ump», il partito di Sarkozy, ma i piccioni nel loro manifesto rispondono: «Le élites di benpensanti ci hanno già criticato, affermando che non abbiamo una strategia, non abbiamo organizzazione o pragmatismo, dicendo che sbagliamo a protestare… Poco importa». I piccioni accusano il governo di prendere misure «anticapitaliste, antieconomiche, quasi sadiche»: «Il governo deve capire che gli investimenti economici degli imprenditori non possono essere paragonati a [e tassati come] quelli nel settore immobiliare. Ricordiamo al governo che l’80 per cento degli occupati creati negli ultimi anni sono stati creati dalle nostre piccole imprese».

«RHOUUUU». Secondo i piccioni, queste tasse sono controproducenti e «faranno ritornare nella clandestinità migliaia di imprenditori, privando la Francia di entrate fiscali importanti», causando la drastica riduzione degli investimenti stranieri nelle imprese francesi e la fuga dei giovani imprenditori d’Oltralpe. La protesta, che colpisce duramente le scelte del governo Hollande, dopo quattro mesi già in rotta con i suoi elettori e in forte calo di consensi, si appoggia ai social network e ne esalta «la potenza»: «Noi crediamo nel potere dei social media, che controlliamo perfettamente, e siamo persuasi che la mobilitazione generale qui iniziata farà comprendere al governo che non si attaccano gli imprenditori. Alla stampa, ai partiti politici, ai sindacati e alle altre strutture diciamo che è inutile che cerchino di entrare in contatto con i “nostri rappresentanti” perché non ne abbiamo. Noi non siamo che una conseguenza [della politica antieconomica del governo] e con le conseguenze non si può trattare». Il finale d’obbligo è quello che chiude quasi tutti i post dei “piccioni”, il loro grido di battaglia, nonché verso del pennuto: «Rhouuuu Rhouuuuuuu».

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