Regione Sicilia. Sgarbi si candida per un nuovo Rinascimento

«Voglio salvare l’isola sfruttando la bellezza» ha esclamato. E mentre aspetta le mosse di Berlusconi, non le manda a dire a Crocetta

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Rinascimento siciliano. È il velleitario obiettivo della (presunta) candidatura di Vittorio Sgarbi a presidente della Regione siciliana, il critico d’arte nazional popolare che alcuni anni addietro fu controverso sindaco di Salemi, comune della provincia di Trapani poi sciolto dal ministero dell’Interno per infiltrazioni mafiose. «Voglio salvare l’isola sfruttando la bellezza» ha esclamato Sgarbi parlando coi giornalisti dando appuntamento al 25 aprile a Palermo per la discesa in campo alle elezioni del prossimo 5 novembre.

Rilancio del turismo: «Sicilia come le Baleari dove si recano molti più turisti»; riorganizzazione dei musei: «basta un piccolo incentivo ai custodi per farli spostare dove c’è bisogno»; lotta senza quartiere alle pale eoliche: «le farò abbattere perché deturpano l’ambiente, sono un crimine mafioso». Eccolo il programma che lo stesso Sgarbi ha già fatto filtrare tramite la sua torrenziale loquacità.

Nessuna notizia invece da Sgarbi sulle alleanze politiche che dovrà contrarre, esercizio che invece impegna i politici isolani con Totò Cuffaro al centro della scena per formare un’ipotetica larga coalizione da Fi al Pd per fermare l’avanzata grillina. Per ora Sgarbi ripete il mantra della valorizzazione della bellezza dell’isola per il suo Rinascimento in realtà, forse, in attesa che il Cav si pronunci. Ma il suo giudizio su Crocetta è tranchant: «Non ha fatto nulla, neppure per orgoglio. E si ricandida, pure. E non è neppure mafioso…».

Foto Ansa

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