Sono disposti a tutto pur di non far passare la riforma Nordio perché va a intaccare quel potere mediatico-giudiziario che da trent'anni decide cosa in Italia si possa fare e cosa no e chi possa farlo e chi no
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (Foto Ansa)
Certo che è una battaglia di potere. Il referendum sulla giustizia, cos'altro dovrebbe essere? Si va a toccare il nervo più sensibile dell'unico vero, grande, intangibile potere che ha "governato" l'Italia negli ultimi trent'anni. Questi che si scandalizzano per le parole del ministro Nordio sul sistema "para-mafioso" del Csm ci fanno ridere. Non solo perché l'espressione, come ha spiegato il guardasigilli, era stata usata dal pm Nino Di Matteo, ma anche perché bisogna avere una bella faccia di bronzo per far finta di non sapere cosa ha rivelato lo scandalo Palamara (persino Marco Travaglio, allora, diceva: «L'unico modo per uscire da questo colossale sputtanamento? Bisogna inserire un elemento di casualità, cioè il sorteggio». Esattamente ciò che prevede Nordio).
Perché pur di affossare la separazione delle carriere che volevano Vassalli-Pisapia (leggete Augusto Barbera, per favore), cui la stessa sinistra era favorevole, che cerca di «arginare - come ha scritto Giuliano Ferrara -, l...
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