Redditometro, arriva l’ok del Garante della privacy

L’Authority ha disposto all’Agenzia delle entrate di effettuare però alcuni correttivi nel sistema con cui si elabora l’identikit dell’acquirente

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Ok al redditometro dal Garante per la privacy se l’Agenzia delle entrate adotterà una serie di misure per ridurre i rischi per la privacy delle persone e rendere gli accertamenti più efficaci.

LE PRESCRIZIONI DELL’AUTORITHY. Il Garante ha in particolare ricordato che per calcolare lo scollamento tra reddito e spese, il redditometro avvia un confronto sulla base dei dati informatici in possesso dell’Agenzia delle entrate (come le spese assicurative e le bollette telefoniche comunicate dai gestori) e anche sulla base di presunti consumi calcolati in base ad uno speciale identikit fatto sul singolo utente. È proprio su questo aspetto che si è concentrata l’attenzione del Garante della privacy, dato che le spese presunte sono calcolate in base alle spese medie dell’Istat, a loro volta eleborate in base a specifiche tipologie familiari e alla regione di residenza. Su questo aspetto secondo il Garante, che è giunto a questa conclusione anche attraverso accertamenti ispettivi, ci sono molti punti di creticità per l’identikit del presunto acquirente su ogni aspetto della vita quotidiana (tempo libero, libri, pasti fuori casa etc.) o sull’informativa da rendere al contribuente. Alcuni correttivi erano già stati introdotti dall’Agenzia delle entrate, oggi sul profilo del consumatore e sulle spese medie Istat l’Authority ha prescritto nuove misure.

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