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I ragazzi non sono startup, finiamola con l’epica del fallimento

Di Annalisa Teggi
12 Novembre 2022
Se non reggono i confronti da cui non escono vincenti li riempiamo di retorica sull'importanza di cadere e rialzarsi. L’alternativa all’incubo della performance non è una tecnica, ma un’immersione viva nella vita
fallimento

«Solo il meglio non vale», canta Coez. Ed è bello trovare intuizioni sensate nella leggerezza della cultura pop. Il popolare, nella sua migliore accezione, è l’antidoto sano e realistico alle elucubrazioni intellettuali. E così Coez indica un orizzonte più fresco e libero di quello proposto da una certa «epica del fallimento», figlia della competitività tossica che tanto ci avvelena. L'ansia da prestazione e la "strategia del fallimento" Psicologi e sociologi ci ricordano che oggi pesa sui nostri figli una colossale ansia da prestazione che li rende fragilissimi. Vivono assediati dallo spettro della performance. Non a caso anche nei nostri modi di dire è diventato endemico commentare con un sintetico «top!». Ma i nostri ragazzi non sempre sono al top e sono disorientati quando toppano. Vengono, perciò, raccontati dagli esperti come quelli che non sono più capaci di reggere i confronti da cui non escono vincenti, quelli che temono di non valere nulla se non ottengono il risultato migli...

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