Quoziente familiare: come si riducono le imposte per le coppie con figli

Come scrive anche Francesco Forte il quoziente familiare, che costa solo lo 0,5% del Pil, favorisce risparmio, consumi, sostiene l’edilizia e la demografia. Ecco come funziona il sistema che, secondo Carlo Giovanardi, questa volta è davvero molto vicino all’approvazione

C’è un modo per aiutare le famiglie, specie se hanno figli o anziani a carico, che favorisce risparmio e consumi, sostiene l’investimento edilizio e la demografia. E costa solo lo 0,5 del Pil. Cos’è? Il quoziente familiare. Come scrive Francesco Forte sul Giornale, si tratta di un metodo per cui “si sommano i redditi dei coniugi e li si dividono per due per calcolare la base imponibile a cui applicare l’imposta”.

Se c’è un figlio, i redditi si dividono per tre, per quattro quando i figli a carico sono due, per cinque quando sono tre e così via. “Tutte le particelle di reddito ottenute con la divisione (…) pagano l’imposta. Ma poiché essa attualmente è progressiva, cioè ha una aliquota che aumenta quando il reddito aumenta, il quoziente familiare riduce la progressività del tributo tanto più quanto più è numerosa è la famiglia”.

Così, se in una famiglia il marito guadagna 36 mila euro e la moglie 20 mila, con il quoziente familiare si ottengono due particelle di 28 mila euro e l’aliquota da pagare è più bassa. Se hanno un figlio, le particelle da tassare sono 3 da 18.300 euro e l’aliquota da pagare è ancora più bassa, con risparmi notevoli. Il quoziente familiare, dunque, aiuta specialmente le coppie che hanno figli.

Secondo Francesco Forte, lo Stato ci guadagnerebbe perché stimolerebbe la crescita economica, l’equilibrio della finanza pubblica di medio e lungo termine, favorendo il risparmio e i consumi delle famiglie e, infine, stimolando la crescita demografica. Come già diceva a Tempi Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, parlando della riforma «questa è la volta buona». Speriamo.