Quali sono le reali intenzioni di monsignor Paglia?

Qual è lo scopo del licenziamento delle menti che avevano dato lustro e saggezza all’Istituto Giovanni Paolo II, voluto dal Papa santo per difendere la famiglia?

Caro direttore, che sofferenza! Che dolore incredulo! Che indignazione! Sono questi i sentimenti che mi hanno pervaso alla notizia che è stata bruciata in poche ore una delle opere più geniali e opportune di san Giovanni Paolo II.

Come le cronache ci hanno riferito, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, che dovrebbe difendere vita e famiglia, dopo avere ottenuto la riforma dell’istituto voluto da Giovanni Paolo II per allargare la conoscenza della famiglia al fine di meglio difenderla, in poche ore ha epurato (copyright Matteo Matzuzzi) le menti migliori che avevano dato lustro e saggezza a quell’accademia per tanti anni.

Si tratta dei grandi teologi Livio Melina e José Noriega, del fine intellettuale Stanislaw Grygiel, allievo e poi consigliere di Wojtyla, e poi ancora di Maria Luisa Di Pietro, Przemyslaw Kwiatkowski, Vittorina Marini e Monika Grygiel. Sono stati mandati via brutalmente, senza alcun “preavviso”, come usano fare le grandi multinazionali capitaliste e, purtroppo, come fanno troppi che predicano misericordia, come è solito fare monsignor Paglia. Come si usa dire (non troppo correttamente), penso che il santo Papa si stia girando nella tomba, anche perché fu proprio lui a nominare vescovo Paglia, per i suoi meriti acquisiti nell’esperienza della Comunità di Sant’Egidio: evidentemente, non poteva pensare che poi sarebbe stato tradito così clamorosamente.

Al di là dell’indignazione, c’è da chiedersi quali siano le reali intenzioni di Paglia. Si vuole cancellare e superare l’Humanae vitae? Si vuole cancellare e superare la Familiaris consortio, che tanto bene ha fatto al popolo cristiano? Si vuole separare la verità dalla prassi, in modo da commettere gli stessi errori controproducenti messi in atto dalla Chiesa anglicana e da quella protestante? Si vuole seguire la strada pericolosa intrapresa dai cardinali tedeschi che papa Francesco ha richiamato in modo severo? Si vuole rompere un aspetto della vita cattolica costituita da una “tradizione” che lega indissolubilmente il passato al presente? Si vuole, in questa mortale direzione, cambiare la pastorale famigliare cancellando l’insegnamento di un gigante come san Giovanni Paolo II?

Ho oramai una certa età, ma non ricordo di avere visto, in precedenza, un comportamento brutale e irrispettoso come quello assunto da monsignor Paglia, messo in atto senza attenzione all’unità della Chiesa, creando dei profughi al suo interno. Meno male che le tenebre non prevarranno… ma intanto?

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