Quadrio Curzio: «La Merkel ha cambiato tono. Bene Mario Draghi»

L’economista giudica positivamente la decisione della Corte tedesca sull’Esm. «La strada non è in discesa, ma in piano sì. Senza Draghi l’euro e l’Eurozona non avrebbero retto»

Professore Alberto Quadrio Curzio, professore emerito di Economia politica all’Università cattolica di Milano, la Corte Costituzionale tedesca si è espressa a favore dell’Esm. Notizia positiva, ma non trova che si è perso del tempo prezioso?
Il tempo perso non è molto perché il processo di ratifica, con il deposito degli atti ufficiali, non era completo anche per altri paesi. Ma la vicenda tedesca ha lasciato mesi di incertezze che sono costate.

Si potrebbero insinuare altri ostacoli per la stabilità dell’euro, o vede, finalmente, una strada in discesa?
Forse non in discesa, ma in piano sì. La Merkel ha cambiato tonalità e questo, in linea con la sentenza della Corte, mostra un evidente riorientamento delle Germania che forse comincia a sentire, da un lato, il rallentamento nella crescita e, dall’altro, una grande insofferenza degli altri paesi.

Come giudica il veto sui 190 miliardi?
La cifra è esattamente quella prevista dall’attuale capitale versato e garantito che spetta alla Germania. Nulla di strano, dunque. Se il capitale dovesse essere aumentato sopra i 700 miliardi mi pare che la procedura sottolineata dalla Corte sia corretta.

A suo giudizio, le parole e le azioni di Mario Draghi quanto hanno contribuito all’esito di questa sentenza?
Non so. Posso però dire che Mario Draghi è una personalità eccezionale. Senza le sue decisioni l’euro e l’Eurozona non avrebbero retto. È incoraggiante vedere come un italiano si stia imponendo anche nei confronti di Paesi e personalità che, forse, ci hanno spesso considerato un paese di seconda fila. In Europa abbiamo invece espresso, prima e adesso, personalità di gran rilievo come Romano Prodi e Mario Monti. I nostri politici nostrani dovrebbero tenere presente che oggi senza carature europee non si fa molto neppure nella politica nazionale

Quali passi ancora da compiere?
Tanti, soprattutto per il rilancio della crescita e dell’occupazione all’insegna di quel liberalismo sociale che ha caratterizzato la costruzione europea che ha fondato nei principi lo sviluppo sulla sussidiarietà e la solidarietà.