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La preghiera del mattino di Lodovico Festa

Pucci, Arisa, Pausini. L’odio organizzato non vince sempre

Di Lodovico Festa
27 Febbraio 2026
Il linciaggio preventivo contro gli artisti non di sinistra funziona nell’immediato ma non sul medio periodo. Rassegna ragionata dal web
Laura Pausini con Arisa e Carlo Conti al festival di Sanremo, 24 febbraio 2026
Laura Pausini con Arisa e Carlo Conti al festival di Sanremo, 24 febbraio 2026 (Foto Ansa)

Su Agi si scrive:

«Andrea Pucci rinuncia a Sanremo dopo le polemiche che hanno accompagnato  l’annuncio di Carlo Conti sulla presenza del comico milanese come co-conduttore della terza serata del Festival. Il cabarettista lamenta di aver ricevuto “minacce” e “insulti” denunciando “un’onda mediatica negativa” che altera il patto “fondamentale” con il pubblico. “Il termine fascista non dovrebbe più esistere”, sostiene. Poi respinge le accuse di omofobia arrivate dal centrosinistra, in particolare dai parlamentari del Pd, e da alcuni personaggi dello spettacolo come Selvaggia Lucarelli. “Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno”, rimarca il comico. Dall’Ariston al Parlamento fino a Palazzo Chigi, il passo è breve. La vicenda si trasforma così in un caso politico. E in una contesa tra il centrodestra e i partiti che non sostengono l’esecutivo con, al centro, i confini, il ruolo della satira e il compito del servizio pubblico».

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