Non studenti arrabbiati per le condizioni delle scuole né giovani “da ascoltare”, ma estremismo islamista, agenti esterni e odio per l'occidente. Rassegna ragionata
Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Parigi il 13 ottobre 2026 (foto Ansa)
Ha detto Alain Finkielkraut al Figaro, ripreso dal Foglio, parlando delle rivolte del Sessantotto e di quelle di oggi:
«A quell’epoca ero giovane, cioè conformista. Seguivo la corrente, facevo come tutti, mi indignavo come ci si indignava, mi ribellavo come ci si ribellava. E poi, grazie ai libri, sono invecchiato precocemente. Mi sono affrancato dalla marea generazionale, ho imparato a pensare con la mia testa e ho assaporato, ben prima di raggiungere la terza età, questa riflessione di Fellini: “Mi chiedo cosa sia successo a un certo punto, quale sorta di maledizione abbia potuto colpire la nostra generazione, perché all’improvviso abbiamo cominciato a guardare i giovani come i messaggeri di chissà quale verità assoluta. I giovani… I giovani… I giovani. Sembrava quasi che fossero arrivati a bordo di astronavi”».
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Scrive Philip Delves Broughton sullo Spectator:
Quello che è successo non è stata una rivoluzione, ma un fallimento delle forze dell'ordine. Quella che a metà settembr...
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