L'inutilità di aumentare i reati, l'ipocrisia dei rapper, la sinistra che chiede di "capire" ma non capisce, la condanna dei vescovi francesi. Rassegna di opinioni ragionevoli e realiste sulle manifestazioni degli studenti sfociate in saccheggi e scontri
Un gruppo di ragazzi assalta un'auto dei carabinieri in piazza Duomo a Milano durante gli scontri di sabato 17 ottobre nel capoluogo lombardo (foto Ansa)
Sul sito dell’Istituto Bruno Leoni si legge:
«Si possono avere opinioni diverse sulle ragioni e le origini dei disordini di Milano e Torino, ma una cosa dovremmo averla ormai capita: non è aumentando i reati e le pene che si possono scongiurare episodi di violenza e teppismo come quelli appena visti. I fatti sono gravi e lo sono tanto più perché commessi anche da ragazzini. Che abbiano sfasciato vetrine e lanciato sassi per spirito politico di protesta o per voglia di menar le mani o per approfittare del momento per rubare qualcosa, non cambia la natura criminale dell’azione. Non c’è scriminante che tenga e indulgenza che possa abbellire il brutto di questa storia. Ma rispondere con una immediata stretta penale è sbagliato. […] A quell’età (e anche dopo) è più facile rispondere a un invito sui social che leggere la Gazzetta ufficiale, seguire il gruppo che ponderare le conseguenze delle proprie azioni, sottovalutare più che sopravvalutare i rischi e i pericoli dei propri comportament...
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