Proposta a costo zero di Federlegnoarredo. Sperando che “qualcuno” ascolti

Federlegnoarredo rende pubblici i dati della filiera del mobile. E lancia una proposta insieme a sindacati e altre associazioni

FederlegnoArredo lancia il suo «grido d’allarme». La federazione, che rappresenta l’intera filiera del legno-arredamento italiano, ha mostrato i dati poco radiosi del settore: il fatturato dal 2007 è calato del 33 per cento, causando la perdita di oltre 50 mila posti di lavoro. Il settore ha vissuto nel 2012 uno degli anni più drammatici dal dopoguerra. Diecimila le imprese chiuse, a cui bisogna sommare altri indicatori negativi che preoccupano il presidente Roberto Snaidero: «Nessuno ascolta le nostre proposte – ha dichiarato, rivolto alle istituzioni– nessuno parla di una realtà come la nostra, messa in ombra mediaticamente solo perché non ci tagliamo le vene come atto dimostrativo». Gli ha fatto eco Giovanni Anzani, presidente di Assoarredo e titolare della Poliform, che ha accusato di inerzia l’attuale governo e i precedenti: «Ci vuole stabilità per rilanciare i consumi. Anche perché  il 2013 sarà peggio del 2012».

LA PROPOSTA. La proposta di FederlegnoArredo è tanto semplice quanto efficace: includere gli arredi fra le opere ammesse alla detrazione del 50%, già prevista per le ristrutturazioni edilizie. Nel Dl Stabilità si prevede infatti un innalzamento delle aliquote per le detrazioni sugli interventi di ristrutturazione edilizia dal 36 al 50 per cento, e nel contempo si è raddoppiata la base imponibile da 48 mila a 96 mila euro. FederlegnoArredo chiede di inserire nei beni ammessi nelle detrazioni anche i mobili. Il motivo è presto detto: «Così facendo si darebbe un incentivo alla ristrutturazione che ossigenerebbe il settore per 1,2 miliardi di euro in sei mesi a costo zero per il governo».

UN SISTEMA CHE RISCHIA IL TRACOLLO. Il nocciolo del problema è nel mercato interno. «Le aziende che lavorano per la maggior parte in l’Italia non riusciranno a veder finire il 2013» ha commentato Snaidero. «Stiamo parlando di piccole medie imprese, con una media di 37 dipendenti». Da qui la necessità di rilanciare i consumi interni.  Si tratta solo di metterci la volontà politica» ha rimarcato il direttore di FederlegnoArredo, Giovanni De Ponti. La proposta di FederlegnoArredo è condivisa e sottoscritta per la prima volta da tutti gli attori della filiera, ed è frutto dell’insieme di alleanze tra le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, l’associazione dei costruttori Ance, Confartigianato legno e arredo e Cna Produzione. «Non siamo abituati a chiedere – ha precisato Giovanni Anzani – ma ora tutto è bloccato. E se non si agisce in fretta, il sistema rischia seriamente di collassare».