Processo ai presunti pedofili del Modenese. Altra grandiosa lezione divina da una vicenda diabolica

Assolto dopo quindici anni anche l’avvocato della famiglia Covezzi. «Il fatto non sussiste». Mentre il Diavolo si attaccava ai dettagli, Dio pensava a cose grandi

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tempi-bassa-modeneseIl Diavolo è nei dettagli, dice l’adagio popolare. E la vicenda dell’avvocato della famiglia Covezzi, che ha dovuto aspettare quindici anni per vedersi restituito l’onore dopo le accuse di violenza privata e favoreggiamento, è certamente un dettaglio su cui malignamente si era intestardita la magistratura nella pazzesca vicenda dei presunti pedofili satanisti della Bassa Modenese (qui la nostra ricostruzione).

Seconda l’accusa, il legale, durante un’udienza protetta di alcuni bambini, si era avvicinato e, senza che nessuno se ne accorgesse, li aveva violentemente minacciati. Una fantasia, così come le accuse ai coniugi Covezzi, a don Giorgio Govoni e a tante altre famiglie innocenti, rovinate dalla miopia e dall’acredine di pm e assistenti sociali. Colpito dall’accusa, l’avvocato aveva dovuto abbandonare i suoi assistiti – i coniugi Covezzi-Morselli – e passare quindici anni della sua vita a difendersi da una favola inventata (e non diremo “ad arte” per evitare querele).

Resta il fatto che, dopo aver rinunciato alla prescrizione, l’uomo è risultato innocente «perché il fatto non sussiste». Un risultato grandioso, come grandioso è stato il discorso pronunciato da Lorena Morselli durante la “Messa di festeggiamento” per la sua definitiva assoluzione: «Invoco su quanti hanno sbagliato nei nostri confronti la misericordia del Signore». Davvero non esiste gesto più grande, completo e perfetto del perdono. D’altronde, Iddio vuole cose grandi. Il Diavolo è costretto nei dettagli. E non gli vengon bene neanche quelli.

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