Portogallo, il governo prova a risanare il debito, ma il timore degli investitori privati persiste

Continua l’analisi di Tempi.it sul Portogallo, paese europeo sotto osservazione dopo lo scampato pericolo della Grecia. Oltre alle difficoltà in ambito sanitario e nel sistema bancario, sono le finanze pubbliche a destare maggiore preoccupazione. E se il Fondo monetario internazionale dovesse valutare il paese insolvente, non potrebbe più prestare denaro a Lisbona.

Torniamo a parlare di Portogallo. Dopo aver osservato la condizione della sanità e del sistema bancario portoghese, occorre prendere in considerazione ulteriori elementi per una valutazione completa della nazione. Capitolo inflazione. L’inflazione al consumo ha subito una forte crescita: dal 1,4 per cento registrato nel 2010, si è passati a una media del 3,7% nel 2011. Rilevante è il picco del 3,9 per cento raggiunto nel quarto trimestre del 2011. La causa di tali incrementi è riconducibile principalmente a due fattori: l’aumento dell’Iva sulle bollette di elettricità e metano da sommare all’incremento dei costi del trasposto pubblico. Eppure, le previsioni inflazionistiche per il 2012 sono al ribasso perché, a lato degli incrementi sull’energetico e sui trasposti, l’indice dei prezzi al consumo è sceso ogni mese nel periodo compreso tra aprile e agosto 2011, per poi risalire bruscamente a causa degli aggiustamenti fiscali avvenuti tra settembre e ottobre. Nel mese di novembre e dicembre l’indice dei prezzi è rimasto relativamente stabile.

Un dato importante è rilevabile nell’impegno assunto dal governo portoghese per risanare i conti pubblici: si è registrato un aumento dei ricavi totali del 7 per cento causati dagli aumenti del gettito fiscale e un contenimento dei costi dell’1,8 per cento. Tuttavia tali risultati sono fortemente influenzati da misure adottate una tantum che non si ripeteranno nel 2012. Le finanze pubbliche non sono forti come i dati in miglioramento indicherebbero, infatti persiste il timore degli investitori privati (Psi) che si verifichi un ulteriore taglio simile a quello greco, dove i Psi hanno subito perdite ingenti. Piccola parentesi: se il Fondo monetario internazionale dovesse valutare il Portogallo insolvente, gli statuti vieterebbero di prestare ancora denaro.

Sul fronte del mercato del lavoro il governo ha definito in gennaio un accordo importante con i sindacati e i rappresentanti degli imprenditori. Sono stati cancellati dal calendario quattro giorni festivi, ridotte di tre giorni le vacanze ed è aumentata la flessibilità sull’orario di lavoro. Tutto per favorire la produttività dell’economia reale. I timori di un possibile default esistono, in particolare nel medio e lungo periodo. I mercati vedono i 78 miliardi di aiuti stanziati come un tampone di breve periodo ma non danno una ragionevole sicurezza sul futuro. L’andamento dei rendimenti dei titoli di stato conferma questa indicazione.

Twitter: @giardser