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Un sacco social. Ma disconnessi

Di Rachele Schirle
15 Giugno 2021
Dietro a ogni leader di partito c’è un esperto di comunicazione convinto che tutti guardino il mondo da un account. Grave errore
Enrico Letta e Beppe Sala
Photo opportunity per Enrico Letta e Beppe Sala

Lo scorso 13 maggio Khalid Mahmood, parlamentare del Labour inglese, si è dimesso dal ruolo di ministro della Difesa del “governo ombra” del leader del partito progressista Keir Starmer accusando i colleghi di essere ormai focalizzati su problemi che non toccano i lavoratori, impegnati come sono a «farsi dettare la linea dai social media». Nei giorni successivi alla dura batosta elettorale del 6 maggio che ha fatto perdere alla sinistra inglese l’amministrazione di molte roccaforti storiche, in diverse interviste Mahmood ha descritto una parabola analoga a quella di tanti politici di sinistra oggi: «Non possiamo permetterci che le nostre politiche vengano decise sui social media. Non possiamo permetterci di non capire cosa succede alla gente normale. I social media dovrebbero essere un modo per interagire con le persone, non un mezzo per decidere la politica e poi costringere le persone ad accettarla». Spietata, lucida, perfetta, l’analisi del parlamentare inglese (di fede musulmana) s...

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