Poeta siriano: «Che liberazione assistere all’11 settembre». E la Russia lo premia

Ali Ukla Ursan viene insignito della medaglia Puskin, una delle massime onorificenze letterarie del proprio paese, dal presidente russo Medvedev. Peccato che il poeta siriano sia «un radicale oppositore della pace e dei contatti tra Siria e Israele. È anche un convinto apologeta del terrorismo».

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In Russia si sprecano parole di elogio per lo scrittore Ali Ukla Ursan. Il poeta siriano ha ottenuto dal presidente russo Dimitri A. Medvedev la medaglia Puskin, una delle massime onorificenze letterarie del proprio paese. «Per i grandi servizi fatti alla Russia nel campo delle relazioni umanitarie e della cultura, della lingua e della storia» giustifica il presidente attraverso il suo sito web. Peccato solo che il signor Ursan sia anche un convinto antisemita con il dente avvelenato nei confronti dell’Occidente,

Il 25 settembre 2001, all’indomani dell’attentato alle Twin Towers, il poeta ha scritto su una rivista letteraria di Damasco: «La mia anima era piena di tremenda amarezza, repulsione, disgusto verso un paese [l’America, ndr] che negli scorsi cinquant’anni ha collezionato una storia di oppressioni, che ha supportato il razzismo dei Nazi–Sionisti, che ha contribuito all’apartheid in Sudafrica». Al vedere Ground Zero, finalmente «i miei polmoni si aprirono in un sospiro di liberazione, come se respirassi per la prima volta».

Mentre Baruch Gorin, portavoce della Federazione delle comunità giudee russe, ancora non ci crede: «Spero sia solo uno stupido errore», Shimon Samuels, direttore del Wiesenthal Center – che intrattiene i rapporti con Israele –, invia una lettera al presidente: «Siamo tutti scioccati dalla sua scelta. Ursan è un radicale oppositore della pace e dei contatti tra Siria e Israele, e ha contribuito a sabotare i dialoghi di pace del 1999. È un convinto apologeta del terrorismo».

Non indietreggia Valery N. Ganichev, presidente dell’Unione degli scrittori russi, che rivela le ragioni della premiazione: «Tra le altre cose, è stato premiato per la costante creatività e cooperazione spirituale con la Russia. Attualmente, questo è il suo unico impegno. Noi siamo grati del suo interesse per la cultura russa. La politica è un’altra cosa». Aleksei Pavlov, portavoce del presidente Medvedev, taglia corto: «Ursan è uno scrittore, mica un armatore».

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