Planned Parenthood tra i “Pinocchio” dell’anno del Washington Post

Leana Wen ha denunciato «migliaia di decessi ogni anno per aborti illegali prima della Roe v. Wade». Fact checking del quotidiano: «Sono numeri degli anni Trenta, prima dell’avvento degli antibiotici»

«Abbiamo analizzato le statistiche e si è scoperto che stava citando numeri degli anni Trenta, prima dell’avvento degli antibiotici». Così Glenn Kessler del Washington Post ha inserito Leana Wen, licenziata da Planned Parenthood dopo soli otto mesi di presidenza, tra i Biggest Pinocchios of 2019.

Posizionandola nella sua classifica delle più grandi bugie dell’anno subito dopo il gran visir di tutti i Pinocchi Donald Trump, Kessler sottolinea come durante il suo mandato Leana Wen abbia ripetutamente affermato che «migliaia di donne» sono morte ogni anno a causa di aborti illegali prima della Roe v. Wade che nel 1973 legalizzò l’interruzione di gravidanza a livello nazionale. Ebbene, «secondo i Centers for Disease Control and Prevention, nel 1972 il numero di decessi negli Stati Uniti dovuti ad aborti legali era 24 e ad aborti illegali 39. Wen è stata licenziata poco dopo il nostro fact checking. Il New York Times ha affermato che “le era stato ripetutamente detto dal suo staff [che l’affermazione era falsa] ma ha ignorato” il consiglio».

IL FACT CHECKING DEL WASHINGTON POST

Qui trovate l’inchiesta del Washington Post: per mesi il fact checker si è destreggiato tra dichiarazioni dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (Acog) e rapporti sul numero delle donne che prima della Roe v. Wade (1,2 milioni secondo l’Acog) ricorrevano a procedure di aborto illegali che provocavano fino a 5 mila decessi ogni anno. Un’accurata verifica delle stime a ritroso nel tempo fino agli anni Trenta e lungo anni durante i quali gli stessi dirigenti di Planned Parenthood e ricercatori insigniti del premio Margaret Sanger, fondatrice del colosso abortista americano, documentavano il declino del tasso di mortalità da aborto attribuendolo alla comparsa di penicillina e antibiotici, nonché il ridimensionamento della cifra («inferiore a mille») a partire dal 1969.

NON “MIGLIAIA” MA “39”

Già nel 1959, il direttore di Planned Parenthood aveva affermato che negli Stati Uniti c’erano stati solo 260 decessi per aborto illegale e che la procedura poteva essere considerata sicura come qualsiasi altra procedura chirurgica. Statistiche avallate anche dal Guttmacher Institute, che negli anni Sessanta registrava un numero di decessi da aborti illegali «inferiore a 300 all’anno». Fino al 1972, l’anno prima dell’introduzione della Roe v. Wade, quando 17 stati avevano già legiferato sull’aborto e i Centers for Disease Control and Prevention iniziarono a raccogliere i dati sulla mortalità connessa alla procedura: 24 il numero di decessi attribuiti allora ad aborti legali, 39 quelli ad aborti illegali. E «se anche la Roe vs Wade venisse rovesciata – ha affermato Stanley Henshaw, dal 1979 al 2013 alle prese con le statistiche sull’aborto presso il Guttmacher – le donne si rivolgerebbero a farmaci relativamente sicuri che possono essere acquistati su Internet. Ci sarebbero alcuni decessi, ma non quanti ce ne sono stati negli anni Sessanta». Perfino David Grimes, medico abortista ricercatore all’Università del North Carolina, ha spiegato al WP che non c’è modo per confutare o confermare le stime, al massimo per affermare che qualunque fosse il numero, quei decessi potevano essere evitati.

DATI CONFUTATI 50 ANNI FA

Tuttavia Wen è un medico fa notare il WP – e come medico non dovrebbe «spacciare statistiche basate su dati che precedono l’avvento degli antibiotici», sapendo che «non vi è alcuna prova che negli anni immediatamente precedenti la decisione della Corte suprema, migliaia di donne sono morte ogni anno negli Stati Uniti a causa di aborti illegali». Di più, «l’aborto non sicuro è certamente un problema serio, soprattutto nei paesi con strutture mediche inadeguate. Ma i sostenitori danneggiano la loro causa quando usano figure che non resistono al controllo. Questi numeri furono ridimensionati nel 1969 – 50 anni fa – da uno statistico celebrato da Planned Parenthood. Non c’è motivo di usarli oggi».

MA COSÌ POCHI ABORTI IN AMERICA

Nonostante questo Leana Wen ha continuato a sventolarli, preconizzando la morte di «migliaia di donne, come accadeva ogni anno prima della Roe v. Wade» qualora la sentenza venisse rovesciata. Leana Wen ha lasciato Planned Parenthood a luglio, mal digerita da collaboratori e dipendenti che per mesi le hanno contestato una posizione troppo sbilanciata sull’espansione dei servizi sanitari del gruppo piuttosto che sull’attivismo politico a favore dell’aborto sotto attacco dei repubblicani. Intanto i Centers for Disease Control and Prevention pubblicano un nuovo rapporto. E asseriscono che mai, da quando hanno iniziato a monitorare la procedura, hanno registrato un numero così basso di interruzioni di gravidanza come quello rilevato oggi negli Stati Uniti.

Foto Ansa