Pizzarotti taglia gli stipendi ai dipendenti comunali senza dirglielo. Grillini contestati a Parma

Dopo le bugie su inceneritore e Quoziente Parma, i dipendenti comunali attaccano il primo sindaco grillino per i tagli in busta paga.

Federico Pizzarotti è accerchiato, contestato da settori sempre più ampi della città di Parma. Dopo l’abolizione del Quoziente Parma e l’annuncio che l’inceneritore di Ugozzolo partirà, nonostante le ripetute promesse di bloccarlo, arriva un’altra tegola per il primo sindaco grillino d’Italia: la protesta dei dipendenti comunali per i tagli in busta paga.

PIZZAROTTI PINOCCHIO.
Ieri, sotto i Portici del Grano, si sono radunati circa 150 dipendenti comunali, tra maestre, messi, vigili e sportellisti, con tanto di fischietti in bocca, per gridare la loro delusione al primo cittadino, esponente del partito di Beppe Grillo e Casaleggio. Una signora è accorsa con in mano una foto di Pinocchio. «Vergogna», «rivogliamo i nostri soldi» e qualche «Vaffa» sono stati gli slogan più quotati. Pizzarotti e la sua giunta sono stati accusati non solo di aver tagliato le indennità e il fondo produttività, determinando così sforbiciate comprese tra i 50 e i 200 euro su stipendi che superano  di poco i mille euro al mese, ma anche per la discutibile scelta di non comunicare nemmeno la decisione ai diretti interessati. Pizzarotti, sorpreso per la contestazione, che è proseguita fin negli spazi riservati al pubblico della sala consiliare del Comune, ha dal canto suo assicurato che i soldi dei dipendenti non sono a rischio: quando si troverà un accordo sulle indennità, ora sospese, il documento sarà retroattivo, quindi sarà recuperato in busta paga tutto il dovuto. Staremo a vedere. Per ora il sindaco si è impegnato a incontrare in prima persona i dipendenti.

ADDIO AGEVOLAZIONI ALLE FAMIGLIE. Anche la decisione di abolire il Quoziente Parma è giunta senza alcun preavviso della giunta e senza alcun tipo di coinvolgimento o dialogo con i diretti interessati. E anche se dopo le proteste il sindaco si è impegnato in un confronto con le famiglie per trovare possibili soluzioni alternative, le proposte pervenute non paiono soddisfare la città. «Ci sembra quanto meno “singolare” la scelta di attribuire gli sconti solo alle famiglie con più figli che accedano allo stesso servizio educativo», hanno fatto sapere dal Comitato Famiglie Parma, perché «non è equo dare uno sconto a chi ha 2 figli alla materna (costo massimo complessivo 280 euro) e non a chi ha un figlio alla materna e uno al nido (costo massimo complessivo 680 euro)». Oltretutto, «questo tipo di scontistica coinvolge solo una minima parte delle famiglie: il 7 per cento massimo delle famiglie con figli alla materna, il 3 per cento massimo di quelle con figli al nido». Mentre, ricorda il Comitato, «il tanto vituperato Quoziente Parma interveniva su tutti, esclusi quelli con Isee superiore ai 36 mila euro». E ora i potenziali fruitori dei nuovi sconti «sono al massimo 264, da cui andranno esclusi quelli con Isee superiore. Parliamo quindi di un’agevolazione concessa a pochissimi».

INVITO A UN CONFRONTO. Le famiglie parmensi però non si arrendono, «pur non essendo state minimamente coinvolte nel lavoro di preparazione di queste “mere ipotesi”», continuano ad essere disponibili a portare proposte concrete al sindaco Pizzarotti e alla sua giunta grillina. «Invece di perdere tempo e denaro nell’architettare nuove modalità, riprendete in mano il Quoziente Parma, studiatelo bene, capitelo, muovete le tante leve che ci sono all’interno, cambiategli nome (visto che questo non vi piace) e vedrete che vi troverete in mano uno strumento di lavoro molto utile per modulare sconti che non siano, come diceva qualcuno in consiglio comunale, “stile Zara”». Anche perché al comune i soldi in cassa non mancano.