Più sviluppatori e meno agricoltori, i lavoratori europei preferiscono l’iPhone alla zappa

Uno studio di Technet fotografa la nuova realtà lavorativa europea. Il mercato delle applicazioni per smartphone ha creato migliaia di posti di lavoro, molti di più di quelli presenti nel settore agricolo.

Più sviluppatori e meno contadini. No, non è lo slogan di un candidato alle primarie in lizza per il prossimo governo, ma un dato di fatto che riguarda l’intera Unione Europea. Uno studio commissionato al gruppo di difesa della tecnologia Technet ha evidenziato che il mondo della applicazioni per iPad, iPhone e dispositivi Android ha creato negli ultimi anni 466.000 posti di lavoro, pari al numero degli avvocati del territorio europeo e maggiore del numero di persone dedite all’agricoltura.

RICCHI? NON SEMPRE. È evidente che il mercato sta cambiando e per gli sviluppatori e i programmatori c’è molto da lavorare. Questo è uno degli altri meriti che si deve a Steve Jobs che, dopo le iniziali rimostranze, decise di aprire il mercato delle applicazioni per l’iPhone, mantenendo però il controllo su ogni singolo prodotto presente nell’App Store, che viene ancora oggi sottoposto a un rigido controllo, che segue al versamento di una quota di 99 dollari per la registrazione della propria app su Apple. Oggi sull’App Store si possono acquistare e scaricare più di 700 mila applicazioni, molte delle quali a pagamento, sulle quali Apple guadagna il 30 per cento sul totale del prezzo di vendita. Ma allora come se la passano gli sviluppatori? I più fortunati, quelli che cominciarono a sviluppare App quando la moda dell’iPhone non era ancora così in voga, hanno cambiato vita e oggi lavorano allo sviluppo quotidiano di applicazioni in grado di attirare l’attenzione degli utenti e scalare le classifiche delle app più vendute. Ma non per tutti la via è così rosea, perché il campo sta diventando sempre più affollato e la torta da dividere diventa sempre più piccola.

MICROSOFT VS APPLE. I maggiori competitor dell’azienda di Cupertino, Microsoft e Android, sono costretti a inseguire e corteggiare gli sviluppatori Apple. I loro market crescono esponenzialmente, ma non abbastanza. Del resto Jobs aveva creato l’App Store con un preciso scopo, «vendere più iPhone». Non poteva prevedere, o forse sì, che nel 2012 l’App Store avrebbe registrato 25 miliardi di download. Alla faccia di non ci credeva. Anche in Italia ci sono società che tentano la strada dello sviluppo. I programmatori e sviluppatori di applicazioni sono ricercatissimi e, almeno per loro, il futuro si prospetta sempre più all’insegna della tecnologia. Fino a quando la torta non diventerà un cumulo di briciole.