Il suo nuovo romanzo parla di uno scrittore “cancellato” per sessismo. Ma qui garantisce: la crociata politicamente corretta «non è una tragedia, è una farsa. Leggeremo ancora Omero, Dante e Flaubert»
Alessandro Piperno (foto Claudio Sforza)
«Spinta dalla sindrome di accerchia-mento che induce certi studiosi ebrei a vedere antisemiti anche dove non ce ne sono, Teresa dedicava gran parte delle sue lezioni all’identificazione, e alla conseguente esecrazione, di ogni scrittore maschio che a suo giudizio si fosse macchiato del più turpe dei delitti: il sessismo». Aria di famiglia, l’ultimo romanzo di Alessandro Piperno edito da Mondadori, comincia con un “processo”: la Commissione paritetica dell’Università convoca Sacerdoti, che lì insegna letteratura francese: è vero che ha pronunciato frasi misogine a lezione? È vero, ma erano citazioni di Gustave Flaubert, scrittore francese su cui verteva il corso. Sacerdoti prova a spiegare, ma la sentenza è già stata emessa: la sua ex allieva Teresa Ghinassi, oggi docente in carriera nota per le battaglie in difesa del corpo delle donne e dei diritti civili, aspettava questo momento da anni. Lui potrebbe “salvarsi” scrivendo una lettera di scuse, ma perché scusarsi per aver letto Flaube...
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