Phelps, 12 mila calorie al giorno per una medaglia

Se un comune mortale si nutrisse come Michael Phelps, il nuotatore australiano, probabilmente diventerebbe obeso nel giro di una settimana.

Se un comune mortale si nutrisse come Michael Phelps, il nuotatore australiano, probabilmente diventerebbe obeso nel giro di una settimana, con il fegato spappolato e i reni al collasso. Invece per lui, quelle 12mila calorie giornaliere sono vitali per riuscire ad affrontare gli allenamenti quotidiani a cui si sottopone, essendo il nuoto uno degli sport con dispendio energetico maggiore. Ma certo non si tratta di 12 mila calorie in hot dog e birra, e quello che all’uomo medio sembra il paradiso dietetico per lui altro non è che una rigida routine.

La sua colazione è costituita da tre uova fritte con del pane, tre pancake al cioccolato, un omelette da cinque uova, una ciotola di porridge ai cereali e tre french toast. Si prosegue a pranzo con mezzo chilo di pasta, due sandwich composti da prosciutto, formaggio e maionese, il tutto annaffiato da energy drink, per reintegrare i sali minerali. A cena gli viene riproposto un altro mezzo chilo di pasta, pizza a piacimento e altri energy drinks, per un totale di 12 mila calorie. Quando il necessario calorico quotidiano per un uomo che faccia una media attività fisica deve essere intorno alle tremila calorie.

Eppure Michael, la cui apertura delle braccia è di 2 metri e 1 centimetro di lunghezza, ha bisogno di tutta questa energia, e non è il solo nuotatore con una dieta così “ricca”, anche il suo avversario in vasca Ryan Lochte ne ha una simile, con un grande apporto di carboidrati. Con questa energia Phelps è stato in grado di vincere le sue 66 medaglie in gare internazionali, di cui 54 d’oro, e vedremo cosa saprà fare nelle prossime Olimpiadi. Gli ultimi suoi trionfi risalgono a Pechino 2008, dove l’australiano ha portato a casa ben 8 medaglie. Merito dello speciale costume Speedo? Forse. Fatto sta che quel costume intero, dal tessuto studiato apposta per diminuire l’attrito dell’acqua sul corpo umano, è stato poi vietato nelle competizioni, perché avvantaggiava troppo il nuotatore. Questione di millesimi di secondi, certo, ma è sui millesimi di secondi che si bruciano i record che consacrano l’atleta e lo consegnano agli sponsor. Da quando Michael ha gareggiato con il classico costume da nuotatore non ha più vinto, e sul trampolino di Londra tutto aspettano il suo riscatto.