Altro che Premier League, guardate che finale nel campionato scozzese

Di Sandro Bocchio
12 Maggio 2026
Dopo quarant’anni di duopolio di Celtic e Rangers, a due giornate dal termine in testa ci sono gli Hearts di Edimburgo, che scelgono i calciatori con l’algoritmo e all’ultima giornata giocano a Glasgow
I calciatori degli Hearts esultano dopo un gol
I calciatori degli Hearts esultano dopo un gol (foto dal profilo Instagram @heartofmidlothianfc)

Mercoledì sera va in scena Manchester City-Crystal Palace, recupero che obbliga la squadra di Pep Guardiola alla vittoria per conservare una speranza di contendere il successo finale in Premier League all’Arsenal. Molto più interessante è però quanto capiterà poco più a nord nella Premiership scozzese, penultima giornata. Da quelle parti sono abituati ai finali emozionanti.

Nel 2003 i Rangers conquistano il titolo per una sola rete di differenza (+73 contro +72) dopo essere giunti a pari merito con il Celtic a quota 97 punti. Nel 2005 bis dei Rangers all’ultima giornata, quando superano il Celtic (93 punti a 92) vincendo in casa dell’Hibernian, mentre gli eterni rivali perdono 1-2 a Motherwell, incassando i due gol tra 88’ e 90’. È la giornata definita “Helicopter Sunday”: il trofeo per il vincitore era stato posto a bordo di un elicottero in cielo tra Edimburgo e Motherwell (65 chilometri circa) in attesa di sapere a chi consegnarlo.

Gli Hearts primi in Scozia

La vera novità è però un’altra. Perché la volata finale non riguarda stavolta le due squadre di Glasgow, che hanno dovuto lasciare spazio a una terza incomoda: è l’Heart of Midlothian, altra rappresentante della capitale Edimburgo e attuale capolista. E il calendario promette 180 minuti di emozioni forti, con le squadre distanziate di un solo punto (77-76), dopo il pareggio degli Hearts a Motherwell e il trionfo del Celtic nel derby: alla penultima giornata Hearts-Falkirk e Motherwell-Celtic (che fa correre qualche brivido, visto il precedente del 2005) e, all’ultima, grande appuntamento alle 13.30 al Celtic Park per Celtic-Heart of Midlothian. Che chiedere di più?

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In Scozia – ma non solo – guardano con attenzione a chi può interrompere un duopolio instauratosi dal 1986: 22 titoli per il Celtic (13 delle ultime 14 stagioni) e 18 per i Rangers (9 consecutivi tra 1989 e 1997). Una alternanza interrottasi solamente nel 2012, quando i Rangers retrocedono in Scottish Third Division per un clamoroso fallimento. Tornano nel 2016 a sfidare gli eterni rivali, con cui condividono il primato di campionati vinti: 55 a testa. Anche per questo motivo una parte di Glasgow tifa Hearts.

Il campionato manca da più di sessant’anni

Gli appassionati di calcio attendono invece la squadra che possa rinnovare i fasti dell’Aberdeen di Alex Ferguson, non ancora “sir”, vincitore del titolo nel 1984 e 1985 (e nel 1983 era andato al Dundee United). L’alternanza Celtic-Rangers era già stata vissuta tra 1905 e 1931. Ma oggi siamo arrivati a oltre quattro decenni di dominio e la corsa degli Hearts è una ventata d’aria fresca per un campionato considerato da anni di secondo piano, anche se la Scozia sarà una delle 48 partecipanti al vicino Mondiale…

Il club viene fondato nel 1874 dai soci di una sala da ballo di Edimburgo, che scelgono il titolo dato dallo scrittore e poeta Walter Scott a un romanzo. A quel XIX secolo appartengono due dei quattro campionati vinti (1895 e 1897), gli altri due arrivano nel 1958 e nel 1960. Un’eternità. L’ultimo sorriso nel 2012, con la Scottish Cup vinta travolgendo 5-1 l’Hibernian nel derby. Una retrocessione nel 2020, un solo italiano tra le sue fila (Stefano Salvadori tra 1996 e 1999) e un ruolo di eterno secondo a vedere la rivale Glasgow vincere sempre.

Il giocatore di poker e gli acquisti con gli algoritmi

La svolta si registra il 20 novembre 2024, quando in società entra Tony Bloom. Se cercate su Internet, viene definito innanzitutto come scommettitore sportivo e giocatore di poker, quindi come imprenditore. Uno che, comunque, con i numeri ci sa fare. Nel calcio possiede già il Brighton in Premier League e l’Union Saint-Gilloise in Belgio, riportato nel 2025 a rivincere un campionato dopo 90 anni. Quando approda in Scozia si affida alla sua società Jamestown Analytics per introdurre anche qui il metodo data-driven, ovvero l’ingaggio di tecnici e giocatori attraverso un approccio basato sui dati. Lo fa in maniera completa, non temperata dalla conoscenza umana. Tipo la Juventus di Damien Comolli per intenderci. E quindi, come raccontato da Rivista Undici, «un metodo basato sulle statistiche avanzate, sullo scouting e sul principio sell-to-improve per rendere sostenibile il club, nel lungo periodo, attraverso la strategia di mercato».

Che differenza tra Hearts, Celtic e Rangers

La scorsa estate gli Hearts avevano ricavato appena 28 milioni all’ultima sessione di compravendite (con un investimento di soli 5), molto lontani da Celtic e Rangers. Significativo anche il divario salariale, con ingaggi inferiori da quattro a cinque volte rispetto ai club di Glasgow. Una strategia che punta alla scelta di giocatori da valorizzare, da poter vendere bene dopo averli ingaggiati a zero o a basso costo. Come l’albanese Sabah Kerjota, prelevato dalla Sambenedettese in Serie D per 150mila euro. Anche lui, pur se mai titolare, ha fornito un contributo importante alla squadra affidata al 54enne Derek McInnes, in vetta da ottobre.

Una squadra che vuol dare ragione a Bloom, diventato il 25 giugno 2025 possessore del 29 per cento delle azioni del club (di più non può, per le regole Uefa sulla multiproprietà): «Vinceremo il campionato, magari non quest’anno, ma non passerà molto. E ci qualificheremo anche per la Champions League». Il secondo obiettivo è già stato raggiunto. Per il primo ci sono ancora 180 minuti di attesa.

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1 commento

  1. Pierangelo Sperati

    Il Milan,da quel che si vocifera, ha fatto la stessa cosa. Retaggio americano ( ci fecero pure un film sulla squadra, mi pare i red sox ,costruita con le statistiche dei giocatori. ). Non è andata benissimo.

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