A perseguitare Dalla sono quelli che lo sventolano come una bandiera gay

E se la discrezione di Dalla avesse buone ragioni? Lo scontro fra Dalla e Chiesa da una parte e le Annunziate e gli Obama dall’altra, non è quello fra ipocrisia e autenticità, ma fra chi difende l’intimità dell’uomo e chi la offende con l’oscenità e la politica

Pubblichiamo l’editoriale che appare sul numero 10/2012 di Tempi in edicola.

Un insulto è un insulto, e dare della “slut” (bagascia), come ha fatto un giornalista americano all’attivista Sandra Fluke, che davanti a un panel di congressisti democrat ha chiesto l’inclusione obbligatoria delle spese per aborto e contraccezione nelle assicurazioni sanitarie, comprese quelle cattoliche, è senz’altro sbagliato.
Ma più sconcertante di un insulto è la discesa in campo di un presidente americano che incoraggia la signora dicendole che i suoi genitori saranno orgogliosi di lei e l’inviato italiano che racconta la storia parteggiando per Sandra ma senza entrare nel merito della sua stravagante richiesta.

Ancora peggio quello che è successo col funerale di Lucio Dalla. Lucia Annunziata, che non ha partecipato alle esequie a Bologna, se n’è uscita con accuse di ipocrisia alla Chiesa e alla società italiana: funerali cattolici e altri onori nazionali sarebbero concessi agli omosessuali purché non si dichiarino pubblicamente. Subito in scia si sono messi Grillini e Concia, per denunciare l’intollerabile emarginazione dei gay, e Michele Serra per ribattere il chiodo dell’ipocrisia italiana. Che pena.

Tanto per cominciare: a mantenere la discrezione sui propri fatti sessuali, a non farne una bandiera, è stato lo stesso Lucio Dalla. E non raccontiamoci la barzelletta degli omosessuali perseguitati in Italia, al punto che il cantante non poteva permettersi di dichiararsi. Uno come Dalla poteva permettersi quello ed altro, e l’Italia non è l’Iran. Forse allora bisognerebbe considerare l’ipotesi che Dalla e Chiesa abbiano avuto buone ragioni a far mostra di discrezione, e queste si riassumono in una parola: pudore. Lo scontro fra Dalla e Chiesa da una parte e le Annunziate e gli Obama dall’altra, non è quello fra ipocrisia e autenticità, ma fra chi difende l’intimità dell’uomo e chi la offende con l’oscenità e la politica politicante.
Twitter: @RodolfoCasadei