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Perché l’Ungheria ha deciso di mollare Orbán

Di Rodolfo Casadei
15 Aprile 2026
Molto più delle posizioni filorusse e antieuropee e delle misure contro diritti e immigrazione, poté la pessima congiuntura economica. Durante la quale, tra l’altro, il club degli amici del premier magiaro ha continuato a fare fortuna
Il primo ministro ungherese uscente Viktor Orbán, sconfitto alle elezioni di domenica scorsa da Péter Magyar, suo ex compagno di partito (foto Ansa)
Il primo ministro ungherese uscente Viktor Orbán, sconfitto alle elezioni di domenica scorsa da Péter Magyar, suo ex compagno di partito (foto Ansa)

A far perdere le elezioni a Viktor Orbán dopo sedici anni al potere non sono stati la vicinanza politica a Mosca, il veto al prestito europeo all’Ucraina, le politiche migratorie restrittive, la sottomissione della Corte costituzionale o le leggi contro la “propaganda” Lgbt, tanto meno una ripresa della sinistra ungherese, che anzi non avrà nemmeno un seggio nel nuovo parlamento. A far perdere le elezioni a Fidesz è stata la crisi economica che ha impoverito il paese e ha fatto diventare una questione centrale agli occhi dell’elettorato il clientelismo praticato in maniera quasi scientifica dal governo sin dal 2010. In buona sostanza, lo spettacolo dei milionari divenuti tali in forza dei loro rapporti col governo è diventato insopportabile nel momento in cui il popolo ha dovuto stringere la cinghia come non accadeva dai tempi del regime socialista. Gli ungheresi potevano accettare che il partito al governo avesse catturato lo Stato e l’economia finché ciò era equilibrato da un’alta sp...

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