Perché togliere la piazza alle Sentinelle (che avevano l’autorizzazione) per lasciarla a chi le contestava (senza autorizzazione)?

Modena. È stato chiesto di vietare alle Sentinelle in piedi la possibilità di manifestare. Intervista alla capogruppo Ncd, Luigia Santoro, che ha presentato un’interrogazione al sindaco

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sentinelle in piedi modenaIl 21 giugno scorso erano circa 400 le Sentinelle in piedi che hanno vegliato in silenzio in piazza Grande a Modena per difendere la libertà di pensiero messa in pericolo dal ddl Scalfarotto, la legge approvata alla Camera e ora al vaglio del Senato che prevedere il carcere per un indefinito reato di “omofobia”.

LE CONTESTAZIONI. Come già successo a Bergamo, Perugia, Siena e in altre città italiane, durante la veglia modenese gli attivisti di Arcigay hanno disturbato con urla e un falsh mob le fila silenziose delle Sentinelle, accusandole di “omofobia” solo per il fatto di manifestare leggendo un libro. «Eppure, nonostante le infiltrazioni senza permesso dei contestatori fra chi, invece, aveva avuto l’autorizzazione di scendere in piazza, il consigliere Adriana Querzè, capogruppo della lista civica “Per Me Modena”, ha firmato un’interrogazione (qui il testo) parlando di presidi “omofobi” e chiedendo al sindaco di non permettere più alle Sentinelle di manifestare», spiega a tempi.it il consigliere, capogruppo del Ncd, Luigia Santoro. «Ho quindi risposto con un’altra interrogazione urgente (la trovate a fondo pagina, ndr), perché se questo è quello che accade prima ancora che il ddl Scalfarotto sia approvato, non oso immaginare cosa succederà se passasse la legge che prevede il carcere per un generico reato di “omofobia”». Ossia quello di cui la Querzè ha accusato i manifestanti, «considerando di per sé violenta la difesa della libertà di ogni cittadino, anche di chi ha opinioni diverse dalle proprie, a esprimere il proprio punto di vista su certi temi».

LA DIFESA DI CHI INSULTA. Secondo Santoro «non si devono usare due pesi e due misure». Infatti, mentre la contro-manifestazione del 21 giugno è proseguita indisturbata sebbene non avesse alcun permesso di svolgersi, chi lo aveva chiesto ora rischia di perdere il diritto di stare in piazza. «Fino a prova contraria, le Sentinelle non hanno insultato nessuno».
Il sindaco della città, Gian Carlo Muzzarelli, intervistato dalla Gazzetta di Modena ha, in sostanza difeso il diritto delle sentinelle a scendere in piazza, smorzando le polemiche sollevate dall’Arcigay: «La manifestazione era prevista da tempo – ha detto – e si è trovato insieme una soluzione condivisa. Non mi pare che ci siano manifestazioni d’odio di cui si parla. È necessaria più serenità».
Fra luglio e settembre Muzzarelli dovrà rispondere alle interrogazioni di Querzé e Santoro. «Spero nell’imparzialità e nella reale laicità del sindaco – chiosa Santoro – perché qui non c’entra nulla l’essere cattolici o meno, è una battaglia sul diritto di opinione. In piazza, fra le sentinelle c’erano anche persone con tendenze omosessuali. Come Gabriele che si è detto contrario all’ostentazione e all’odio espresso dalla minoranza degli attivisti lgbt». E la componente cattolica in Consiglio come si è espressa? «La componente cattolica dovrebbe a maggior ragione usare la ragione. Voglio ben sperare che lo faccia. Qui c’è in ballo la tenuta della democrazia. Vietare alle Sentinelle di vegliare sarebbe un passo pericoloso contro la liberta espressione di ogni persona».

 

Al sindaco del Comune di Modena
Al Presidente del Consiglio comunale di Modena

OGGETTO: veglia silenziosa apartitica e aconfessionale delle Sentinelle in piedi

INTERROGAZIONE URGENTE

Premesso

  • che il disegno di legge Scalfarotto, già approvato alla Camera, vuole introdurre il reato di “omofobia”, presentato come necessario per fermare atti di discriminazione e violenza nei confronti di persone omosessuali, quando il nostro ordinamento giuridico punisce già qualunque atto di violenza e la Costituzione tutela già tutte le persone in quanto tali;
  • che con l’approvazione di questo disegno di legge potrebbe essere accusato di omofobia chiunque affermi pubblicamente che la famiglia naturale è fondata sull’unione di un uomo e di una donna o chiunque si esprima pubblicamente come contrario al matrimonio fra persone dello stesso sesso e alle adozioni a tali coppie;
  • che le “Sentinelle in piedi” non sono un movimento, ma una rete apartitica e aconfessionale che coinvolge persone di qualunque fede, orientamento sessuale e appartenenza politica perché la libertà di espressione riguarda tutti;
  • che le sentinelle vegliano nelle piazze per un’ora, di fronte ai luoghi di potere, in piedi, in silenzio, leggendo un libro, rivolte nella stessa direzione che è quella di un futuro migliore;
  • che negli ultimi mesi sono migliaia i cittadini che hanno vegliato nelle piazze italiane, in più occasioni derisi, insultati e provocati da aderenti ai movimenti LGBT.

Considerato

  • che per il 21 giugno alle 18, in piazza Grande a Modena, si è svolta la terza veglia delle Sentinelle, già autorizzata dal Comune in aprile;
  • che lo svolgimento è stato pesantemente disturbato da una contro manifestazione LGBT non autorizzata.

Valutato

  • che Jean Pier Delaume Myard, omosessuale contro la legge sul matrimonio per tutti, portavoce della “Manif pour tous” francese, afferma che la maggioranza degli omosessuali non ha nulla a che vedere con questa lobby gay aggressiva perché non è l’orientamento sessuale che guida la nostra vita, ma il nostro stato di cittadini integralmente;
  • che Gabriele, un omosessuale italiano, ha deciso vegliare con le Sentinelle in piedi, contro il disegno di legge anti-omofobia perché non vuole vivere in un Paese in cui chi dissente non può esprimersi, ritenendo che una minoranza LGBT, molto rumorosa, non rappresenti la maggioranza silenziosa che vive il proprio orientamento omosessuale senza ostentazione;
  • che se oggi si viene accusati di omofobia soltanto stando in silenzio nelle piazze è facile prevedere quanto accadrà domani se questo disegno diventerà legge e non è che la conferma di ciò che le sentinelle vanno denunciando.

INTERROGA

Il Sindaco di Modena per sapere:

1) se non ritenga opportuno non mettere nemmeno in discussione l’autorizzazione alle veglie pacifiche delle Sentinelle in piedi;

2) se non intenda prendere provvedimenti nei confronti di coloro che contestano e offendono, non autorizzati, mettendo in pericolo i principi democratici della nostra Costituzione.

Luigia Santoro, Capogruppo NCD

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