Perché noi non possiamo votare?

Hanno votato negli Stati Uniti flagellati dal Covid, ma noi no. Perché non dare la possibilità al popolo di decidere?

Cronache di mezzo lockdown / 28

Il Papa ha detto che in questo momento dobbiamo rimanere «tutti uniti». Ma cosa vuol dire rimanere tutti uniti? Io non credo che l’affermazione del Papa sia interpretabile come una forma obliqua di sostegno al governo Conte e un’altrettanto invadenza nella politica italiana con una sorta di attacco ai movimenti di Matteo Renzi contro il governo di cui lo stesso Renzi fu opportunistico artefice.

Ricordate? Senza Italia Viva non sarebbe stato possibile il ribaltone dal governo gialloverde al Conte bis giallorosso. Certamente in quel caso “rimanere uniti” non aveva l’urgenza di una necessità pandemica. Fu “unità” dettata da puro trasformismo degno di miglior causa e necessità (c’era un figlio di Grillo incappato in una disgrazia in Costa Smeralda e soprattutto una marea di grillini in parlamento che in caso di elezioni sarebbero ritornati ad arare i campi). Conte andava in Santa Marta a ricevere benedizione e rosario prima ancora di salire al Quirinale. E Donald Trump era diventato quasi un grande presidente per l’appoggio dato in un tweet a «Giuseppi». Grillo frequentava l’ambasciata cinese. E del Covid non si dava ancora notizia.

Dunque, ripeto, cosa vuol dire «restare uniti»? Vogliono protrarre lo Stato d’emergenza fino a luglio. Bene? Non lo so. Dicono sia per ragioni scientifiche ed epidemiologiche. Bisogna essere prudenti. Non mollare proprio adesso… Bene. Ma possiamo accettare tutto, ma proprio tutto, come conseguenza politica dello “stare uniti”? Certamente no. Per esempio, oltre alle accuse di inconsistenza, incompetenza, ritardi eccetera che vengono mossi dall’opposizione alla compagine giallorossa, ci sono episodi di una gravità inaudita e che mettono i brividi solo a pensarci. Mi riferisco all’inchiesta del quotidiano La Verità e approdata lunedì 11 gennaio su Report Rai 3. Inchiesta iniziata il 19 novembre e ancora in corso, che non ha trovato lo spazio di un rigo sui grandi giornali. Ma che è stata variamente rilanciata da singoli sul Fatto Quotidiano piuttosto che dal trio Del Debbio, Giordano e Porro. Ballano 1.250 milioni. 1,25 miliardi. Più di venti euro a saccoccia dei sessanta milioni di italiani.

Nell’edizione del 12 gennaio La Verità ha rivelato che nelle carte della Procura di Roma che hanno aperto un’inchiesta su un carico di 800 milioni di mascherine, ordinate dal governo e intermediate da un tale giornalista Rai (per una provvigione di almeno 12 milioni di euro, più altri 60 milioni a un tale di una società di Settimo Milanese), traggo queste sommarie righe: si segnala come una delle protagoniste dell’affare una certa signora Xiao, residente in un quartiere popolare di Roma e «general manager della Luokai trade, nata appena cinque giorni prima della stipula dei contratti e capace di portare a casa commesse per 634 milioni di euro» Questa signora Xiao – prosegue la fonte di informazione giudiziaria citata dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – «scrive su carta intestata della Luokai (con tanto di timbro con la stella rossa) direttamente al commissario per felicitarsi in un impeccabile italiano: “Ringraziando per la fiducia accordata alla no stra società, rimaniamo a vostra disposizione e porgiamo i migliori saluti”. Con la missiva la donna comunica le coordinate bancarie del conto corrente cinese ove accreditare le somme della commessa».

Ritornando alla questione da cui siamo partiti. Chiaro che passato Trump gli equilibri internazionali hanno aiutato il pokerista politico Renzi a rifarsi sotto. C’è una tavola imbandita da 209 miliardi di Recovery Fund e giustamente la politica vuole dire la sua e non lasciare via libera ai cosiddetti “tecnici” – lo dico con convinzione: chi dovrebbe gestire questi soldi se non i partiti rappresentanti del popolo di cui parla la Costituzione? Chi altri? I capi delle massonerie? Le élite che si nascondono dietro le multinazionali? I boia della democrazia che controllano i social? C’è questa “tavola” e Renzi ha mandato chiaramente a dire a Conte che non può fare tutto da solo. Tanti piccoli sospetti convergono su questo esecutivo agonizzante. Non ultimo la determinazione con cui Conte non ha voluto rinunciare alla personalissima delega ai Servizi Segreti. Perché tanta gelosa preoccupazione di non condividere con nessuno la direzione politica dei Servizi? Piccoli sospetti. Ma anche grandi come 1.250 milioni di euro, 1,25 miliardi, più di venti euro a saccoccia di italiano.

Bisogna rimanere uniti, sì. Ma non a qualsiasi prezzo (1.250 milioni, eccetera!), sotto un governo che se non è da colonnelli argentini è da caporali napoletani, con tutto il rispetto per la grande Napoli. Un governo un po’ alla Totò, un po’ alla piccoli sospetti. Dopo che Renzi ha ritirato le due ministre di Italia Viva, le ipotesi sono due: o lo Stato di emergenza fino a luglio così poi si entra nel semestre bianco, il governo è blindato e avanti con Conte colonnello nella versione pia. Oppure governo di scopo con la costituzionalista Marta Cartabia (è già salita al Quirinale) o chiunque sia. Che pur garantendo la copertura dell’emergenza sanitaria – c’è da dubitarne? – porti però il paese non soltanto di emergenza in emergenza, ma anche a un governo votato dal popolo. Hanno votato negli Stati Uniti flagellati dal Covid all’apice della pandemia, con il record del mondo di contagiati e quasi 400 mila vittime. Perché non possiamo votare noi? Quindi, nessun dubbio sulla seconda che ho detto.

Foto Ansa