Perché il credito al consumo è tornato al livello pre-crisi

Terzo anno consecutivo di crescita e impennata delle erogazioni su scala nazionale. Un trend che ha riportato i flussi negli ultimi 12 mesi sopra i 60 miliardi

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Si torna ai livelli pre-crisi per il credito ai consumatori. Dopo un lustro di continua flessione, conseguente all’avvento della crisi (2009-2013), il 2017 ha visto rafforzare i segnali di ripresa del mercato del credito alle famiglie già emersi nel 2016; il credito al consumo infatti non solo ha registrato per il terzo anno consecutivo una crescita, ma, in percentuale, ha visto un’impennata delle erogazioni su scala nazionale (+16 per cento, il dato più alto degli ultimi dieci anni). Un trend che ha riportato il valore dei flussi negli ultimi 12 mesi sopra i 60 miliardi di euro, limite finora raggiunto solo in epoca pre-crisi.

Il mercato italiano del credito ai consumatori ha fatto registrare difatti una crescita superiore alla media del mercato europeo nel suo complesso. Anche il mercato dei mutui non è immune dalla crescita a doppia cifra ma l’incremento delle erogazioni non ha mantenuto il ritmo dello scorso anno. Il 2017 dovrebbe comunque essere un anno positivo per entrambe le componenti del credito alle famiglie, anche se con tassi di crescita più contenuti rispetto allo scorso anno.

È tornata inoltre la voglia di auto. La crescita delle erogazioni infatti è stata trainata dai finanziamenti finalizzati all’acquisto di autoveicoli e motocicli presso i concessionari (+19 per cento i flussi) e dai prestiti personali (+14,7 per cento). Sebbene positivi, i ritmi di crescita della cessione del quinto dello stipendio o della pensione sono più contenuti (+7,3 per cento): il comparto sembra attraversare una fase di ricerca di un nuovo equilibrio. Il 2016 è stato l’anno in cui è stato promosso da Assofin il protocollo di autoregolamentazione: un’importante iniziativa che si pone l’obiettivo di elevare il livello di tutela dei consumatori che ricorrono a queste forme di finanziamento prevenendo possibili situazioni di sovraindebitamento.

Si fermano a una crescita del 4,2 per cento i finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi. Molto positivo appare anche il trend dei prestiti personali e per il 2017 si prospetta una forte concorrenza tra i player del mercato favorita dal basso costo del denaro e testimoniata dall’aumento degli investimenti in comunicazione. In controtendenza invece i finanziamenti con carta di credito che sembrano procedere verso un ridimensionamento rispetto all’ultimo triennio.

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Francesco Megna, autore di questo articolo, è funzionario di banca, area Corporate

Arriva finalmente uno stop alle surroghe. Il credito immobiliare negli ultimi tempi ha registrato un consolidamento della crescita dei mutui per acquisto mentre si sono ridotti gli “altri mutui”. Per il 2017 l’aspettativa è di un aumento ancora a doppia cifra del credito immobiliare ai consumatori da attribuire tuttavia ai mutui per acquisto e in parte alle rinegoziazioni, nonostante l’atteso ulteriore ridimensionamento delle surroghe.

Migliorano infine gli indici di rischio sia nel credito al consumo sia nei mutui. I tassi di default mostrano un trend in contrazione da alcuni anni, accentuatosi nel periodo recente.

Queste tendenze sono frutto sia di politiche selettive della clientela messe in atto dagli operatori, sia di una gestione attenta ed efficace dei Npl (non-performing loans, ovvero crediti deteriorati), ma ha certamente inciso anche la crescente consapevolezza e prudenza dei consumatori riguardo alla possibilità di sostenere i pagamenti.

Foto banca da Shutterstock

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