Perché io, uomo di sinistra e socialista, dico: “Sì Tav”

Il movimento “No tav” non può intorbidire le acque e cercare di dipingere lo Stato italiano come dittatoriale e fascista. Il fascismo, semmai, cresce e prospera tra coloro che credono, magari in buona fede, di essere i suoi antagonisti e che coltivano il qualunquismo e l’antipolitica e gettano il seme del disimpegno politico.

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La democrazia non è un puro esercizio dialettico, anzi, quando arriva a prendere decisioni esse sono più determinate che quelle partorite da qualsivoglia dittatura. Una democrazia può, deve, avere la forza, anche militare per sorreggere, ove necessario, le proprie determinazioni. Così come i terroristi si dichiaravano “prigionieri politici”, salvo poi pentirsi e fare arrestare i loro amici e compagni, anche adesso il movimento “No tav” non può intorbidire le acque e cercare di dipingere lo Stato italiano come dittatoriale e fascista. Il nemico esterno è utile, in sociologia, alla coesione del gruppo ma non per questo i membri del gruppo dovrebbero perdere il senso della realtà.

Il fascismo, semmai, cresce e prospera tra coloro che credono, magari in buona fede, di essere i suoi antagonisti e che coltivano il qualunquismo e l’antipolitica e gettano il seme del disimpegno politico. Poi, sempre da socialista, affermo un’altra cosa: se esiste un’ideologia che, in nome del “progresso”, è stata capace di mettere in cantina l’ecologismo e tutti i temi ambientali è stata quella comunista, quella vera, pratica dove sia stata attuata, non quelle delle chiacchiere delle anime belle italiane. Quindi “Sì Tav”, da socialista, uomo di sinistra.

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