Perché Alfonso Papa è ancora in carcere? La lettera della sorella Daniela

Lettera a Libero della sorella del deputato del Pdl coinvolto nello scandalo P4. Mentre la Camera negava l’autorizzazione a procedere contro Marco Milanese, al fratello «è stata negata la possibilità di beneficiare degli arresti domiciliari». Perché? Perché Papa è trattato come un presunto colpevole e non come un presunto innocente?

Adesso spiegatemi perché mio fratello invece è in carcere“. Si intitola così la lettera inviata oggi a Libero da Daniela Papa, sorella del deputato Alfonso (Pdl), in carcere dopo che la Camera – diversamente con quanto accaduto ieri per Marco Milanese – ne ha autorizzato l’arresto in seguito alla scandalo P4.

«Sono trascorsi ormai due mesi da quel 20 giugno», scrive Daniela che si chiede perché ieri, «mentre la stampa era impegnata a dare spazio alle acrobazie di parte della classe politica», sia passato sotto silenzio che al fratello «è stata negata la possibilità di beneficiare degli arresti domiciliari».

«A cosa serve – scrive ancora Daniela Papa – tenere in prigione un cittadino incensurato, prima ancora che un magistrato ed un parlamentare che, se lo avesse voluto, avrebbe potuto inquinare prove o fuggire nella lunga agonia che ha preceduto la sua sospensione dalle commissioni parlamentari e dalla magistratura, nonché la sua volontaria consegna alle autorità?».

Le domande di Daniela si susseguono: perché solo Alfonso è in carcere e non le altre tre persone coinvolte nell’indagine? Perché non si tiene conto del suo comportamento, della sua non pericolosità sociale? «Sono sicura – termina Daniela – che il tempo darà ragione della verità e che Papa potrà nelle sedi giuste affermare le sue ragioni ma, nel frattempo, la permanenza forzata in carcere assume sempre più le tinte fosche di un’espiazione preventiva di un presunto colpevole più che di un presunto innocente nel tentativo di colmare lo scollamento tra la gente comune e l’attuale classe politica».