Per le scuole don Villa ha un’idea, cioè un Ideale

Sarà l’ozio imposto dalla pandemia, ma non riesco ad allontanare il sogno che a settembre possa avverarsi la rivoluzione, almeno come esperimento! Un anno sabbatico della scuola

Don Antonio Villa nella scuola da lui fondata a Tarcento

Se il dottor Boffi mi chiama kamikaze non avrà titubanza a leggere queste righe. Non potrei far parte di una commissione di verifica sulla bontà di scuole paritarie perché, a differenza del professore scandalizzato, mi sono sempre divertito per le schermaglie accalorate durante gli scrutini finali per trasformare i numerosi quattro in sei.

Però vorrei dirgli che non fa bene a crogiolarsi per un problema insolubile. Dice infatti: «Bisognerebbe trovare una maniera per salvare le paritarie che devono essere salvate. Come si fa? Io non lo so». Non le viene in mente, benedetto professore, che un problema insolubile potrebbe essere immaginario? Ascolti. I soldi sono stati inventati per comprare le cose. Nella scuola non si può comprare “l’educazione”. Si può comprare una carta con un valore legale. Nella vita c’è il datore di lavoro che non compra carte con valore legale ma compra “abilità professionali”. Mi dice che senso ha la produzione di carte legali? Vuole che termini lo scandalo dei “diplomatici”? Elimini soldi o elimini i diplomi.

C’è una parola magica: AUTONOMIA! Purtroppo è il nome del modello ideale. Ideale in qualche misura richiama la perfezione e la Perfezione richiama il Divino. Qui il diavolo fa aprire la finestra di Overton. Basta avvicinare il Divino all’immaginario (oggi ci siamo in tanti!) l’immaginario è l’inesistente. La parola perfetta Autonomia la tocchi un pochino e la trucchi con Paritarie; paritaria è una concessione e la concessione deve passare sotto la burocrazia.

Sarà l’ozio imposto dalla pandemia, ma non riesco ad allontanare il sogno che a settembre possa avverarsi la rivoluzione, almeno come esperimento! Un anno sabbatico della scuola. Sono mesi che di fatto la scuola si svolge “a casa”. Si decida un anno di scuola a casa! Come si fa? Suggerisco: la struttura attuale resti tale e quale, semplicemente rivoluzioni la “funzionalità”. Diventi luogo e strumento di verifica dell’idoneità del lavoro che si svolge sotto la supervisione del personale attualmente qualificato all’insegnamento. Il preside diventi il governatore. Nella scuola superiore il governatore nomini i presidi per ogni corso. Il preside del corso nomini il coordinatore della classe. Tutti si adoperino come liberi professionisti a favorire l’aggregarsi di alunni in piccoli gruppi, diventandone rappresentanti quando si presenteranno a scuola per essere valutati. Ai primi di dicembre, ai primi di marzo, ai primi di giugno…

Don Antonio Villa