Per la maggioranza degli americani l’aborto non è accettabile

L’interruzione di gravidanza resta una delle poche questioni su cui le opinioni degli americani non sono diventate più liberali negli ultimi due decenni

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Aggiornamento: dopo un dibattito della durata di oltre 22 ore, 129 membri della camera bassa del Congresso dell’Argentina hanno votato a favore della depenalizzazione dell’aborto, 125 i contrari e un astenuto. Ora la legge passa al senato

Se è vero che negli ultimi vent’anni gli americani su molte questioni sociali, come i diritti degli omosessuali, la pornografia e il sesso tra adolescenti sono diventati più liberali, i risultati dell’indagine Gallup del 2018 confermano che l’aborto continua a rappresentare un’eccezione, una delle poche questioni su cui le opinioni degli americani non si sono affatto liberalizzate.

CHI VUOLE L’ABORTO VUOLE RESTRIZIONI. Se infatti oggi il 67 per cento degli adulti statunitensi afferma che i matrimoni gay dovrebbero essere legalmente validi, il 43 per cento ritiene oggi moralmente accettabile la pornografia e il 42 per cento approva il sesso tra adolescenti, la maggioranza degli intervistati (il 48 per cento) continua a ritenere che abortire sia moralmente sbagliato contro un 43 per cento di intervistati per cui è accettabile. Alla domanda se ti definisci pro choice o prolife, gli intervistati si sono divisi equamente, con il 48 per cento di raccordo sotto le due definizioni. Non solo: il 50 per cento degli interpellati dichiara che l’aborto dovrebbe essere legale sono in determinate circostanze (e di questi la maggior parte propende per “poche” e non “più” circostanze), il 29 per cento che dovrebbe essere legale sempre, il 18 per cento ha dichiarato che dovrebbe essere illegale in tutti i casi.

LA LEGGE SUL BATTITO. È il ventesimo anno che Gallup monitora le opinioni dell’America sull’aborto, tema dibattutissimo oggi che la Corte Suprema ha rifiutato di rivedere una legge dell’Arkansas che impone restrizioni all’uso delle pillole abortive, e che l’Iowa ha approvato la legge più restrittiva negli Stati Uniti: la legge, in vigore dal 1° luglio salvo ricorsi, impone ai medici di eseguire un’ecografia per valutare il battito cardiaco del feto in qualsiasi donna che intenda interrompere la gravidanza e vieta l’aborto  in quasi tutti i casi venga rilevato il battito (cosa che solitamente avviene dalla sesta settimana).

L’ARGENTINA IN BILICO. Ma soprattutto oggi che le immagini di un altro paese spaccato sull’aborto stanno facendo il giro del mondo: in giornata sapremo come ha votato la camera bassa del Congresso dell’Argentina chiamata a decidere se cambiare l’attuale legge, che circoscrive l’aborto ai casi di violenza, incesto o pericolo per la salute della madre rendendolo libero sino alla 14esima settimana ed estendendolo anche alle adolescenti. Quando il Parlamento si è riunito ieri, le indiscrezioni davano una situazione di perfetta parità, con 123 voti a favore della legalizzazione dell’igv, altrettanti contrari e 9 indecisi: un pugno di voti determinanti per l’esito in un paese che da Buenos Aires a Cordoba, da Paranà a Ushuaia, ha visto scendere in piazza due milioni di argentini, uniti “per la vita” e contro il disegno di legge finalizzato a liberalizzare l’aborto.

Foto Ansa

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