Senza chiarezza riguardo alla posizione umana che si assume, alla compagnia con cui si vuole procedere, non c’è lealtà di proposta e verifica
«La politica è la più alta forma di carità». Questa affermazione, attribuita abitualmente a Paolo VI, è stata in effetti pronunciata per la prima volta da Pio XI nell’udienza del 18 dicembre 1927 ai dirigenti della Federazione universitaria cattolica (Fuci). La frase o il concetto sono stati poi ripetuti da tutti i papi successivi, fino a Francesco, e con loro da vescovi e preti di ogni ordine e grado per incitare i laici all’impegno sociale. I risultati, a mio parere, non sono gran che, nel senso che la politica, anche nell’ambiente cattolico, è guardata con un certo sospetto e, se è carità, la fede che la sostiene si fa vedere poco. Per esempio, nonostante la politica sia la più alta forma di carità, i preti e religiosi sono fortemente sconsigliati dal praticarla – non possono praticarla senza permesso – e quando la praticano sono non infrequentemente sospesi dal loro ministero.
Molti ricorderanno il caso di don Gianni Baget Bozzo, eletto al Parlamento europeo nelle file del Partito ...
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