Fassina: «A volte le imprese evadono per sopravvivenza». Finalmente il Pd l’ha capito

Immediata la protesta della Camusso (Cgil): «Drammatico errore politico». Esulta Brunetta: «Mi pare di sentire Berlusconi»

Alla fine ci è arrivato anche il Pd. Oggi Stefano Fassina, viceministro dell’Economia ed esponente del Partito democratico, ha dichiarato al convegno della Confcommercio, commentando l’eccessivo livello di pressione fiscale sulle imprese italiane, che ormai supera il 70 per cento del reddito percepito: «Senza voler strizzare l’occhio a nessuno e senza ambiguità nel voler contrastare l’evasione, ci sono ragioni profonde che spingono molti soggetti verso comportamenti di cui farebbero a meno».

EVASIONE DI SOPRAVVIVENZA. Per Fassina «esiste una connessione stretta tra pressione fiscale, spesa ed evasione». Lo sanno tutti, ma per la sinistra questa verità è sempre stata tabù. È arrivata subito, infatti, la reazione indignata del leader della Cgil Susanna Camusso: «Questa battuta sull’evasione di sopravvivenza non si può definire solo una battuta infelice, ma è un drammatico errore politico».

BRUNETTA GONGOLA. Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, si è concesso invece una battuta: «Con Fassina ho vaste ragioni di dissenso, e ci ho polemizzato poco fa sull’Imu. Ma talvolta si lascia trascinare dall’istinto di verità e stupisce piacevolmente. Quando sostiene che questa spaventosa pressione fiscale induce gli onesti a evadere per sopravvivere, mi pare di sentire quel Berlusconi che i compagni del suo partito azzannavano come complice degli evasori. Benvenuto nel Popolo della libertà. Ora mi auguro che Fassina perseveri».