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Parole perse / Tradimento, la nostra colpevole rinuncia ad ascoltare «ciò che ha da dirci il volto dell’altro»

Di Pier Paolo Bellini
26 Settembre 2025
L’attraversamento amoroso a differenza di un martello, non è “strumentale” e non è “interscambiabile”. Lei, lui sono volti definitivi: avranno sempre da dirci, essendo “ombre” di Dio

Il mese scorso sono stato invitato, insieme al giovane autore Riccardo Pedicone, alla rassegna Eoliè, per un confronto su un tema scottante: “Amore e Tradimento”. Non era facile evitare la chiacchiera da talk show, ma ce l’abbiamo fatta.  Come ho tentato di insegnare ai miei figli, nelle diverse occasioni, considero l’amore come la cosa più esaltante e più difficile che esista: quando si cerca di descriverlo, si ha l’impressione di fare i conti con l’origine di tutto, con ciò che «move il sole e l’altre stelle», con «l’ombelico del mondo». La cosa più esaltante. Quando però si legge che nei primi sei mesi del 2025 tra le richieste fatte all’intelligenza artificiale quella di una “compagnia affettiva” (companionship) ha superato per la prima volta tutte le altre, si ha un segnale di quanto l’amore sia “difficile”.  Tradimento. Cosa c’è in ballo? Leopardi descriveva la donna come «ombra diva» (ombra di Dio) che il cuore cerca «invan da lunge», da lontano, inutilmente. L’uomo si...

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