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L’unica parola adeguata sulla tragedia di Crans-Montana

Di Marina Corradi
05 Febbraio 2026
Ciò che più mi ha toccato sono state le parole del Papa ai genitori dei ragazzi morti. Davvero difficile, trovarle per quei padri e quelle madri. Averla piantata nel cuore, questa inossidabile certezza, che grazia sarebbe
Due bambini guardano in tv la prima apparizione di Robert Prevost come papa Leone XIV

Era la sera dell’8 maggio scorso. La fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina era appena svanita nel cielo di Roma. Il 267esimo pontefice della Chiesa cattolica era stato eletto: Robert Francis Prevost, yankee di nascita, agostiniano, già missionario in Perù. Questi due sono i miei nipoti, di 4 e 2 anni, che davanti alla tv partecipano dell’avvenimento. Dalla foto non si vede che sono in mutande. Look informale, ma è festa, hanno detto loro: c’è il nuovo papa. I due si avvicinano allo schermo. Martino tocca la stola. Giulio, in punta di piedi, non ci arriva. Robert Prevost sembra più giovane dei suoi 69 anni, ha un volto mite che nel primo piano in tv, nell’affacciarsi su piazza San Pietro gremita, ha avuto un tremito. Di commozione? Forse, di timore? Mio Dio, cosa mi hai messo sulle spalle. Mi è stato caro da subito. Come lo aspettassi. Nato alla periferia di Detroit, gente semplice, la madre fervente cristiana. La scelta, poi, tra Roma e il terzo mondo, di un angolo fra i p...

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