Camera e Senato sono ormai di fatto delegittimati, meglio andare al voto dopo l'elezione del Presidente. E nelle quotazioni sale il nome dell'ex leader Udc. La rassegna web a cura di Lodovico Festa
Pierferdinando Casini (a sinistra) e Matteo Renzi nell'aula del Senato nel marzo 2021 (foto Ansa)
Pier Ferdinando Casini (a sinistra) e Matteo Renzi nell'aula del Senato nel marzo 2021 (foto Ansa)
Su Affari italiani Matteo Renzi dice: «Andremo a dare un presidente della Repubblica al Paese senza patemi, senza rabbie e indignazioni ma cercando tutti insieme di fare l'interesse dell'Italia e degli italiani, noi ce l'abbiamo nel nostro curriculum e speriamo che anche gli altri prendano spunto dalla generosità di Italia viva». Che nel curriculum dello squaletto di Rignano ci sia tanta generosità è una bella novità. Oggi comunque la capacità di mettere l’interesse nazionale al di sopra del proprio si misura solo sulla volontà di sciogliere nei tempi più brevi possibili un Parlamento profondamente delegittimato.
Su Dagospia si riporta un articolo di Leonardo Martinelli nel quale si scrive: «Doveva passare sotto le grinfie di una commissione del Senato francese, che indaga sull'eccessiva concentrazione dei media nel Paese tra le mani dei miliardari. Ma Vincent Bolloré, sotto il fuoco del...
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