Parigi, è caccia al misterioso attentatore

Ancora ignota l’identità dell’uomo che ieri ha ferito gravemente un fotografo di Libération, e fatto fuoco davanti alla banca Société Genérale. Un ostaggio: «Ha una bomba, e ha detto di essere pronto a tutto»

Il procuratore parigino Francois Molins, a destra, e il capo della polizia, Christian Flaesch

Brancolano ancora nel buio gli investigatori francesi che da ieri inseguono il misterioso uomo che in mattinata era entrato nella redazione di Libération, ha fatto fuoco e ferito gravemente un assistente fotografo, poi si è diretto nel quartiere de la Defense, e ha sparato davanti alla banca Société Genérale (stavolta senza colpire nessuno). Poche ore fa era giunta la notizia del fermo dell’attentatore, ma intorno alle due del pomeriggio la polizia francese ha smentito che l’arrestato sia l’attentatore.

CACCIA ALL’UOMO. Da ieri la città di Parigi è battuta dagli uomini della Gerdamerie senza risultati concreti, malgrado foto dell’uomo misterioso siano state diffuse ovunque e attraverso i principali media. Il misterioso sparatore si era introdotto nella redazione di Libération alle 10.15, esattamente due ore dopo i colpi sparati alla Défense: subito dopo aveva preso in ostaggio un automobilista e si era fatto accompagnare nei centrali Champs Elysees, dove ha lasciato l’ostaggio ed è sparito nel nulla. È stato l’automobilista a dare l’allarme alla polizia e insieme agli altri protagonisti della vicenda a dare una descrizione dell’uomo. Si tratta di un uomo europeo, di circa 45 anni, alto 1 metro e 70, dai capelli brizzolati. Ieri indossava un cappello e un cappotto verde color kaki. Il fatto grave è che l’uomo porterebbe ancora con sé una bomba.

L’OSTAGGIO: «È PRONTO A TUTTO». La testimonianza più interessante per gli investigatori è arrivata proprio dall’automobilista, che è stata l’unica persona a parlare con l’attentatore e sentire la sua voce, e che ieri è stato interrogato per ore. L’uomo ha raccontato che salito sulla sua auto, l’attentatore gli avrebbe mostrato una bomba, che custodisce in una delle due borse che porta con sé (nell’altra c’è un fucile a pompa, con il quale ha compiuto i due attentati di ieri, e con il quale aveva tentato di sparare ad un giornalista venerdì mattina, quando si era introdotto nella redazione della Bfm Tv): a quel punto, lungo il tragitto spaventoso durato 20 minuti verso gli Champs Elysees, l’attentato avrebbe detto all’automobilista che “sono pronto a tutto. Ho una bomba”.