Papa Francesco scrive all’amico Quique: «Vivo a Santa Marta per non rimanere isolato. Se cambiassi alla mia età sarei ridicolo»

Il Pontefice scrive a un amico parroco in Argentina. «Io sto bene e non ho perso la pace di fronte ad un fatto totalmente sorprendente e che ritengo un dono di Dio»

Papa Francesco ha inviato una lettera a un amico parroco, il sacerdote argentino Enrique Martinez. Nella missiva, resa pubblica dal quotidiano argentino El Clarín e datata 15 maggio, il pontefice racconta la sua vita in Vaticano.
«Caro Quique», così chiama il Papa il suo amico, «oggi ho ricevuto la tua lettera del 1° maggio. Mi ha dato molta allegria. Il racconto della festa patronale mi ha portato dell’aria fresca. Io sto bene e non ho perso la pace di fronte ad un fatto totalmente sorprendente e che ritengo un dono di Dio. Cerco di conservare lo stesso modo di essere e di agire che avevo a Buenos Aires poiché se alla mia età cambiasse è certo che farei il ridicolo».

Raccontando della sua vita a Roma, il Pontefice scrive: «Non ho voluto andare a vivere nel palazzo Apostolico. Vado là solo a lavorare e per le udienze. Sono rimasto a vivere presso la Casa Santa Marta che è un convitto, dove siamo stati ospiti durante il Conclave, che ospita vescovi, sacerdoti e laici. Sono visibile alla gente e faccio vita normale: Messa pubblica al mattino, mangio nella mensa con tutti, eccetera».
Papa Francesco e don Martinez si conoscono da molti anni. Precisamente dal 1975, quando Martinez con altri due sacerdoti, Carlos Gonzalese e Miguerl La Civita, fu affidato a Bergoglio dal vescovo Enrique Angelelli, allora provinciale argentino gesuita che fu ucciso nel 1976 dai militari. I tre, allora seminaristi, furono salvati dall’attuale Pontefice che diede loro rifugio nel Collegio Maximo dei gesuiti.
«Tutto ciò mi fa molto bene e mi evita di restare isolato», racconta papa Francesco: «Quique, cari saluti ai tuoi parrocchiani. Ti chiedo per favore di pregare per me e di far pregare per me. Saluti a Carlos e Miguel. Che Gesù ti benedica e la Vergine Santa abbia cura di te. Fraternamente, Francisco».